Joseph Smith e i profeti moderni

Il primo profeta dei nostri giorni fu Joseph Smith.
Joseph nacque il 23 dicembre 1805. Da giovane che cresceva nella parte alta dello stato di New York, fu turbato dai conflitti e dalle differenze fra le varie chiese del suo tempo. Descrisse i suoi sentimenti in questo modo:
Durante questo periodo di grande agitazione, la mia mente fu stimolata a serie riflessioni e ad una grande inquietudine; ma, sebbene i miei sentimenti fossero profondi, e spesso pungenti, mi tenni tuttavia in disparte da tutti questi gruppi, sebbene partecipassi alle loro numerose riunioni ogni volta che l’occasione lo permetteva; coll’andar del tempo, la mia mente si fece alquanto favorevole verso la setta Metodista, e sentii un certo desiderio di unirmi a loro; ma così grandi erano la confusione e i conflitti fra le diverse confessioni, che era impossibile per una persona giovane come ero io, e così inesperta di uomini e di cose, giungere ad una qualche sicura conclusione su chi avesse ragione e chi avesse torto.
In mezzo a questa guerra di parole e a questo tumulto di opinioni, io mi dicevo spesso: Cosa devo fare? Quale di tutti questi gruppi ha aragione? O hanno tutti torto? E se uno di essi ha ragione, qual è, e come posso saperlo?
(Joseph Smith- Storia 1:8, 10)
Joseph descrisse come spesso guardasse le stelle e meditasse su Dio. Sapeva che Dio viveva e che Gesù Cristo era il Salvatore, ma udiva così tanti insegnamenti contrastanti che non poteva immaginare chi avesse ragione e chi torto. Alla fine iniziò a studiare la Bibbia. Un giorno lesse in Giacomo 1:5
Che se qualcuno di voi manca di sapienza, la chiegga a Dio che dona a tutti liberalmente senza rinfacciare, e gli sarà donata.
Seppe che poteva chiedere a Dio e non sarebbe stato sgridato. Di questa esperienza disse:
Giammai alcun passo delle scritture venne con più potenza nel cuore di un uomo di quanto questo fece allora nel mio. Sembrava entrare con grande forza in ogni sentimento del mio cuore. Vi riflettevo continuamente, sapendo che se qualcuno aveva bisogno di sapienza da Dio, ero io; poiché non sapevo come agire, e a meno che avessi potuto ottenere maggior sapienza di quanta ne avessi allora, non lo avrei mai saputo; poiché gli insegnanti di religione delle diverse sette acomprendevano gli stessi passi delle scritture in modo così differente da distruggere ogni fiducia di appianare la questione mediante un appello alla bBibbia.
Alla fine giunsi alla conclusione che dovevo o rimanere nelle tenebre e nella confusione o altrimenti dovevo fare come indica Giacomo, cioè chiedere a Dio. Alla fine giunsi alla determinazione di «achiedere a Dio», concludendo che se Egli dava la sapienza a coloro che mancavano di sapienza, e avrebbe dato liberalmente e senza rinfacciare, potevo tentare. (Joseph Smith-Storia 1:12-13).
Qualche tempo dopo Joseph Smith andò nei boschi vicino casa sua a Palmyra, New York per pregare. Pregò a voce alta e all’inizio, sentì che qualcosa stava tentando di fermarlo, ma raccogliendo tutta la sua forza continuò :
Ma, esercitando ogni mio potere per ainvocare Dio di liberarmi dal potere di quel nemico che mi aveva afferrato, e nel momento stesso in cui ero pronto a sprofondare nella disperazione e ad abbandonarmi alla distruzione – non ad una rovina immaginaria, ma al potere di qualche essere reale del mondo invisibile, che aveva un potere così prodigioso come mai prima lo avevo sentito in nessun essere – proprio in quel momento di grande allarme, vidi esattamente sopra la mia testa una colonna di bluce più brillante del csole, che discese gradualmente fino a che cadde su di me.
Era appena apparsa, che mi trovai liberato dal nemico che mi teneva legato. Quando la luce stette su di me, io avidi bdue Personaggi il cui splendore e la cui cgloria sfidano ogni descrizione, ritti sopra di me nell’aria. Uno di essi mi parlò, chiamandomi per nome, e disse indicando l’altro: Questo è il mio dFiglio ediletto. Ascoltalo! (Joseph Smith-Storia 1:16-17).
In quel momento, Joseph Smith il Profeta vide in visione Dio e Gesù Cristo. Gesù gli disse che i suoi peccati erano perdonati e che Dio voleva che lui non si unisse ad alcuna delle chiese esistenti. Più tardi Joseph avrebbe imparato che sarebbe stato chiamato per essere un profeta come Mosè, Isaia, Giovanni Battista, o Paolo. I mormoni chiamano questa esperienza, la Prima Visione.
Qualche tempo dopo, mentre stava di nuovo pregando, gli apparve un angelo e gli parlò di un libro, inciso su tavole e sepolto in una collina vicina. Dopo alcuni anni l’angelo apparve di nuovo e gli diede le cronache. Da queste, usando il potere dell’ ispirazione di Dio, Joseph tradusse il Libro di Mormon, da cui i mormoni prendono il loro appellativo. Il Libro di Mormon è un resoconto antico che racconta la storia di alcuni degli abitanti delle antiche americhe.
Dal tempo in cui il Libro di Mormon fu pubblicato nel 1829, al tempo della sua morte nel 1844, Joseph Smith guidò la chiesa Mormone come un profeta di Dio. Durante la sua breve vita, il Profeta Joseph Smith fondò città, produsse libri di scritture, e inviò missionari in tutto il mondo. Fu coinvolto nella costruzione di templi, servì come sindaco di Nauvoo, Illinois, e fu persino un candidato alla presidenza degli Stati Uniti.
Fu decisamente una figura controversa nella storia americana. Sicocme sfidava i credi stability attrasse molte persecuzioni. Il 27 giugno 1844, mentre era in carcere a Carthage, Joseph Smith e suo fratello Hyrum furono uccisi da una plebaglia di uomini con i volti anneriti. Gli successe, come profeta, Brigham Young.

