Credi Mormoni
aprile 14, 2009 by Maria
Filed under credi mormoni

Il mormonismo non solo ha una storia unica, ma anche credenze uniche. Come la storia mormone, anche le credenze mormoni spesso sono fraintese. Scopo di questo sito è di disperdere alcuni dei miti degli equivoci su quello che credono i mormoni. Questa volontà aiuta i lettori a capire non solo cosa credono i mormoni oggi ma anche che cosa ispirò la fede e il sacrificio dei primi pionieri mormoni. Comprendendo la fede e la convinzione che li spinsero a sacrificare quasi ogni cosa, inclusa la loro stessa vita , si può capire meglio la storia del mormonismo e dei mormoni. Potete anche capire meglio i vostri amici, vicini di casa e parenti mormoni.
- La deità
- Il vangelo di Gesù Cristo
- Lo schema divino della rivelazione: Profeti e Scritture
- Il piano di salvezza
- L’autorità di agire in nome di Dio
- La chiesa e il regno di Dio
- Obbedienza ai Comandamenti di Dio
- Templi mormoni: La casa di Dio
- Onestà e integtrità
- Carità: l’amore puro di Gesù Cristo
- La Missione della Chiesa Mormone
- Profeti mormoni
- Decime e Offerte
- Parola di Saggezza
Queste sono alcune risorse per aiutarvi ad imparare meglio quello che credono i mormoni e cosa insegnano. I seguenti links portano a siti web e a pubblicazioni che insegnano la verità su quello che credono veramente i mormoni.
- Mormon.org – Il sito ufficiale della chiesa Mormone
- www.mormonwiki.com
- www.missionarimormoni.org/
- http://giuseppemartinengo.org/
James E. Faust, Apostolo e Secondo Consigliere della Prima Presidenza
aprile 10, 2009 by Maria
Filed under Bios., Dirigenti attuali
Il 31 luglio 1920, a Delta, Utah, nacque James Esdras Faust da George A. ed Amy Finlinson Faust. James fu allevato in una casa le cui fondamenta erano costruite sul vangelo di Gesù Cristo, e dove la madre leggeva e gli insegnava lezioni dalle scritture. Fu attraverso di lei che il Presidente Faust imparò ad amare le scritture, specie il Libro di Mormon.
Ricordava: “[Mia madre ] ci insegnò con l’esempio. Era una santa donna molto spirituale, che incarnava la vita cristiana. Le do credito per la prima testimonianza che ho avuto”.
Molto presto nella vita, suo padre gli istillò l’importanza dell’integrità. Disse: “‘Sii sincero con te stesso’. La cosa più importante è il tuo buon nome e la tua reputazione” .
James usò questo motto per tutta la sua vita, sia che fosse un padre, un nonno, nelle sue chiamate di chiesa, o nella sua professione. Quelli che lo conoscevano sapevano che non avrebbe mai essere persuaso dalla pressione – solo dai principi.
James ebbe un buon fondamento non solo grazie ai genitori, ma a che dal suo retaggio degli antenati pionieri. Suo nonno Faust raccontava a James storie di quando aveva sentito Brigham Young parlare nel Tabernacolo. Molti anni prima, il bisnonno di James un giovane emigrante tedesco che passava dall’Utah diretto alla corsa all’oro in California, incontrò una signorina a Fillmore, Utah.
Ne fu così affascinato che scavò quel tanto di oro che bastava per comprarle un anello di nozze. Subito tornò a sposarla e più tardi si unì alla chiesa mormone.
George Faust, padre di James, trasferì la sua famiglia alla valle di Salt Lake, dove servì come avvocato e giudice della corte distrettuale. Voleva che suo figlio svolgesse una missione, andasse al college, e facesse il militare durante la guerra.
Per tutta la sua vita James seppe che non ci sarebbe mai stata una discussione su nessuno di questi temi. Sebbene George fosse un uomo occupato nella comunità e nelle chiamate di chiesa, egli sosteneva sempre i suoi figli nelle loro attività extra scolastiche. James non mise mai in dubbio l’amore che suo padre aveva per lui.
Alla scuola superiore James era molto bravo nel football e continuò a giocare sino al college. Nella sua gioventù ci si aspettava che lui lavorasse sodo a qualsiasi cosa volesse fare, e così fu.
Questo tratto di carattere fu esemplificato quando James era alla scuola elementare. A causa dei suoi buoni voti e della sua autodisciplina poté saltare un anno. Non solo lavorava sodo accademicamente, ma gli fu insegnato anche ad essere responsabile per ‘l’eterno quotidiano’.
Dopo essersi diplomato dalla Scuola superiore James frequentò l’università dell’Utah per due anni, e poi svolse una missione in Brasile. Dopo la sua missione, James servì nella U.S. Army Air Force durante la II Guerra mondiale e arrivò al grado di primo luogotenente.
Dopo tre anni di servizio militare, James non era sicuro di voler tornare al college. Erano passati quasi sei anni da quando era partito per l’università e aveva svolto la missione. Quando James disse a suo padre che non era sicuro di voler continuare la sua istruzione il padre rispose dicendo:” Cos’altro puoi fare?” .
Non occorre dire che dopo quella domanda, James tornò a scuola e ricevette il suo bachelor’s degree e poi un diploma di giurisprudenza dall’ Università dell’ Utah nel 1948.
Servizio Missionario
James ricordava che la sua missione a tempo pieno, per la chiesa mormone in Brasile iniziò nel 1938. “In quei giorni era una missione difficile. A stento si avevano dei battesimi, ed era molto scoraggiante. Ci volle della forza e della disciplina in quelle circostanze per fare il lavoro missionario e tenere lo Spirito.”
Mentre parlava a uno dei suoi colleghi missionari di una volta dichiarò: “Non abbiamo fatto molto, tranne i cambiamenti nella nostra vita. Ho sentito che è stato uno dei periodi più produttivi e validi della mia esistenza”.
Servendo la sua missione l’anziano Faust padroneggiò la lingua portoghese e sviluppò delle capacità linguistiche anche in tedesco – essendo questa la lingua della maggior parte dei membri della chiesa in Brasile a quel tempo. L’anziano Faust presiedeva sui santi locali come presidente di distretto, e in altre funzioni di dirigenza fra i missionari.
Mentre James svolgeva la missione, a migliaia di miglia di distanza l’America entrò nella II guerra mondiale. Il suo ritorno a casa dalla missione venne ritardato di molti mesi perché non c’era modo di arrivare a casa.
Quando alla fine poté partire non lo fece per nave, a causa delle minacce dei sottomarini -così tornò a casa in aereo con frequentissime tappe e varianti.
Militare e Matrimonio
Sei settimane dopo il suo ritorno a casa dalla missione James fu reclutato e assegnato all’ Air Force. A causa della sua esperienza come missionario mormone, James aveva dei vantaggi sul soldato medio.
Conosceva le lingue ed aveva un’educazione pratica e capacità di dirigente che lo qualificarono per addestramento degli ufficiali, da cui fu graduato con onore.
Mentre frequentava la scuola superiore Granite, James aveva incontrato Ruth Wright. Quando tornò a casa dalla missione, rifece conoscenza con lei. Durante un permesso di dieci giorni dalla scuola ufficiali in Florida, James e Ruth si sposarono nel tempio di Salt Lake il 21 aprile 1943.
Comprarono una macchina usata per poter viaggiare insieme per tutti i suoi incarichi militari, cosicché Ruth potesse stare con James il più possibile. Viaggiavano avanti e indietro dalle basi almeno dieci volte, di giorno e di notte per arrivare ad ogni nuova località altrettanto presto di quanto lui ce l’avrebbe fatta col treno.
James fu poi assegnato a posti come la Nuova Zelanda, Australia, Tasmania, ed Egitto. Fu l’unico mormone a bordo di una nave militare per tre mesi, dove ogni domenica pregava da solo. Cercava posti dove poteva cantare da solo, leggere le scritture, meditare, e pregare in privato. “La gente può ricevere grande forza spirituale anche se pensa di essere da sola. Se dicono le loro preghiere quotidiane, pagano la decima, e tentano di ricordare il giorno del riposo nel modo migliore che possono, lo Spirito verrà a loro e si deporrà abbondantemente su di loro. Sarà una gran forza e conforto”.
Mentre era via, James scriveva ogni giorno una lettera a Ruth, che era tornata a lavorare a Salt Lake City. Durante questo periodo tumultuoso, le lettere in alcuni casi erano lente ad arrivare; comunque un giorno, le arrivarono da James circa diciannove lettere.
Ruth ricorda che il suo datore di lavoro le lasciò il pomeriggio libero per stare a casa e leggerle-tutte.
Nessuno avrebbe mai potuto mettere in dubbio l’amore e la devozione che James aveva per la moglie Ruth. Una delle sue figlie ricorda: “Mio padre…faceva sempre chiaro quanto amasse mia madre e rispettasse la femminilità. Egli…la trattava sempre con una dolce tenerezza.”
Quando gli fu chiesto di ricordare un momento quando era stato più fiero della sua beneamata, moglie replicò: “Quello succede ogni giorno! E una moglie superba – e nessun bambino nel mondo avrebbe una madre migliore …Ammirate come si è sottomessa allo Spirito cosicché il Signore possa lavorare nella sua vita e sia riflesso nella sua vita e nei messaggi che lei condivide quando parla”.
Professione
Dopo essersi laureato dall’ Università dell’ Utah e per i seguenti ventiquattro anni, James praticò la legge a Salt Lake City e si distinse nella sua professione.
I clienti della sua ditta fra cui la locale chiesa cattolica, si fidavano della sua abilità e soprattutto della sua integrità. Ciò si protrasse per tutta la sua carriera professionale. Quando uno dei figli gli chiese se avesse cambiato qualcosa dovendo rifare tutto da capo la sua risposta fu “Rifarei tutto allo stesso modo”.
Nel corso della carriera professionale, fu eletto dai suoi colleghi avvocati presidente dell’ Associazione degli avvocati dello stato dell’Utah dal 1962 al 1965. Servì come membro della Legislatura dell’Utah dal 1949 al 1951. Servì anche come consigliere dell’ American Bar Journal, membro dell’American Bar United States Supreme Court Judicial Nominating Committee for Utah, membro della commissione degli avvocati “Presidente John F. Kennedy per i Diritti Civili e l’eguaglianza razziale” , membro della commissione di Revisione della corte costituzione dell’Utah, e direttore della Friendshipping Force dello stato.
Nell’ estate del 1995, James ebbe il premio Distinguished Lawyer Emeritus dall’ Association Utah State Bar. Quando gli chiesero che cosa rendeva così proficua la professione di avvocato rispose, “Risolvere i problemi e raddrizzare le cose storte”. Per tutta la sua vita professionale, fece sempre sentire importanti tutti quanti.
Servizio di chiesa
Il servizio nella chiesa mormone per James iniziò molto presto. A diciassette anni serviva nella sovrintendenza della Scuola Domenicale.
A 28 anni ricevette la chiamata come vescovo. Alla giovane età di 35 anni, fu chiamato presidente del palo Cottonwood di Salt Lake. James servì in numerose chiamate in tutta la sua vita. La sua lealtà al sacerdozio di Melchisedech e un impegno totale alle chiamate che il Signore riversò su di Lui, non furono mai poste in questione.
Nell’ottobre 1972, James E. Faust fu sostenuto come Assistente ai Dodici Apostoli. Fu chiamato nel 1976 per diventare membro della Presidenza del Primo Quorum dei Settanta, e due anni dopo fu ordinato membro del Quorum dei Dodici Apostoli.
Fu durante l’ultima chiamata che il presidente Faust ebbe l’incarico di presidente della Missione Internazionale. In questo incarico si recò negli angoli più remoti del mondo. Di nuovo, come nella sua carriera professionale, il Presidente Faust aveva un interesse personale in ogni persona che incontrava. Il Signore spesso lo benedisse con il ricordare nomi e facce dalle sue precedenti esperienze con la gente. Non era solo il nome di una persona che ricordava; gli chiedeva come stava la moglie e la nominava e poi procedeva a pronunciare il nome dei figli di quella persona. Aveva il dono di provare un amore sincero e un interesse personale e di mostrarlo.
Quando il Presidente Faust fu chiamato ad essere un’ Autorità Generale, e di nuovo quando fu chiamato alla Prima Presidenza, raccolse la sua famiglia in una speciale Serata famigliare. La moglie Ruth dice, “Jim andò nel cerchio e disse a ogni figlio che cosa aveva di unico e come essi erano speciali individualmente.
Poi parlò della sua chiamata sottolineando il fatto che se non fosse stato un buon padre non avrebbe avuto successo come un’Autorità Generale aggiungendo: ‘Non sarò mai rilasciato dalla mia chiamata di padre o di nonno ‘”.
Nel 1995, il Presidente Faust fu chiamato dall’allora profeta Gordon B. Hinckley alla Prima Presidenza della chiesa, servendo con Thomas S. Monson.
Negli anni come Autorità Generale, il Presidente Faust offrì la preghiera dedicatoria a Sri Lanka, Uganda, Kenya, Latvia, e Zimbabwe. Visitò e ridedicò la Cina e tornò dopo decenni nell’ Africa occidentale per aiutare a stabilire la chiesa là.
Fece sforzi extra per aiutare a stabilire il Brigham Young University Jerusalem Center. Fondò un’amicizia basata sulla fiducia con precedente sindaco di Gerusalemme, Teddy Kolek. C’è un grande ammontare di bene che è stato fatto in nazioni non cristiane nel medio oriente a causa degli sforzi del Presidente Faust.
Quando incontrava il Presidente Faust, la gente trovava una persona gentile e amorevole per natura, un uomo che ascoltava attentamente quando gli si parlava, e un’amicizia attenta. Ma molto più importante, essi scoprirono che la sua testimonianza del vangelo di Gesù Cristo era incrollabile.
Il Presidente Faust servì la chiesa fedelmente fino alla sua morte il 10 agosto 2007. Morì per motivi inerenti alla sua età.
Gordon B. Hinckley
aprile 10, 2009 by giuseppe
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Il Presidente Hinckley, presidente e profeta della chiesa mormone è noto per la costruzione dei templi, per il suo consiglio ispirato alle famiglie e la sua forza incredibile, il suo vigore e la sua saggezza.
Il Presidente Gordon B. Hinckley è stato il quindicesimo Profeta e Presidente della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, o Chiesa Mormone, come i non membri la conoscono, dal 12 marzo 1985 al 27 gennaio 2008, quando è morto.
Nacque a Salt Lake City, Utah nel 1910 da Bryant S. Hinckley un eccellente scrittore ed educatore, e da Ada Bitner Hinckley. Concluse la scuola superiore nel 1928. Frequentò l’ Università di Utah dove ricevette una laurea in giornalismo. Successivamente servì una missione in Gran Bretagna.
Iniziò a lavorare per la chiesa quasi subito dopo la sua missione, creando del materiale cartaceo e radiofonico. E tenendo i contatti con la casa editrice Deseret, a capo della quale c’era Thomas S. Monson.
Nel 1937, sposò Marjorie Pay. Essi restarono sposati per 67 anni. Sino alla morte di Majorie nel 2004.
Incarichi di chiesa
Gordon B. Hinckley ha servito come Autorità Generale della Chiesa mormone dal 1958 a oggi.
Alla morte di Howard W. Hunter, nel 1995, divenne profeta. Grazie a lui sono stati creati molti templi in tutte le nazioni.
Nel 1995 la Prima Presidenza emise: La Famiglia: Un Proclama al mondo, che dichiara le credenze della Chiesa e i fondamenti, e l’importanza che le famiglie hanno nel mondo di oggi.
Un altro proclama, “Il Cristo vivo: Gesù Cristo“, fu rilasciato nel 2000.
Nel 2001, Gordon B. Hinckley, annunciò, alla Conferenza Generale, il Fondo Perpetuo dell’Educazione: “Una grande associazione che fornisce dei prestiti agli studenti nelle nazioni in fase di sviluppo. È interamente sovvenzionata dalle donazioni, con la supposizione che gli studenti ripagheranno il prestito quando potranno.
Gli sforzi umanitari della Chiesa sono cresciuti durante la sua presidenza. Nel 2004 Gordon B. Hinckley ha ricevuto dalla Casa Bianca la Medaglia per la Libertà.
Il Presidente Gordon B. Hinckley è stato il quindicesimo Profeta e Presidente della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, o Chiesa Mormone, come la conoscono i non membri, dal 12 marzo 1985 al 27 gennaio 2008, quando è morto.
Il Presidente Gordon B. Hinckley ha viaggiato spesso, visitando i membri ed incontrando le autorità in molti paesi su tutti i continenti.
Il Profeta Mormone, Gordon B. Hinckley, è il difensore dei valori, che hanno reso grandi gli Stati Uniti, i valori che vengono da tempi lontani, come: il matrimonio tra uomo e donna, il rifiuto dell’aborto.
Nessuna relazione sessuale prematrimoniale e completa fedeltà dopo il matrimonio, no alle droghe, all’ alcool, all’uso di tabacco.
Quando gli venne chiesto se la maniera migliore di correggere quelli che deviano da questi valori era di proibire certe cose, il profeta rispose: “La maniera di correggere ciò è insegnare. Joseph Smith il fondatore di questa Chiesa disse ‘insegno alle persone i principi giusti e loro li mettono in pratica. Questa è l’essenza della cosa. Insegnare il principio ed imparare a lasciare che le persone stesse si governino”.
Sotto l’indicazione del Presidente Gordon B. Hinckley il programma dei Missionari Mormoni ha spostato il suo centro d’interesse dal lavoro missionario al membro.
I membri sono incoraggiati a condividere il messaggio del vangelo con i loro amici e vicini.
Il Presidente e Profeta Gordon B. insegnò ai membri: “ad essere più cordiali. Più gentili, con le persone che non sono della nostra religione. Ad essere più generose e buone. Siamo Santi degli Ultimi Giorni nel pieno significato di questa parola”.
M. Russell Ballard
aprile 10, 2009 by Maria
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L’anziano Ballard condivide milmente la chiamata di apostolo ed anch’egli ha l’ incarico di testimoniare, insegnare e predicare e, specialmente di essere un esempio di Cristo in tutte le sue azioni . (Read More)
Melvin Russell Ballard nacque a Salt Lake City, Utah l’8 ottobre, 1928. Era il solo maschio nella sua famiglia, che aveva già tre femmine. Nel 1948 fu chiamato a servire una missione in Inghilterra. Mentre era lí, servì come consigliere nella presidenza di missione. Fu onorevolmente rilasciato nel 1950 e ritornò in Utah. Non molto dopo il suo ritorno, incontrò Barbara Inchinato a un ballo tenuto all’ Università dello Utah. Il loro corteggiamento durò undici mesi. L’Anziano Ballard disse sul loro corteggiamento:
“Non solo Era bella, ma aveva anche una scintillante personalità. Seppi sin dall’inizio che volevo sposarla, ma lei non condivideva gli stessi sentimenti. Fu duro convincerla. Il convincerla a sposarmi fu il il più grande lavoro di vendita che abbia mai fatto”.
Si sposarono il 28 di agosto, 1951 ed ebbero due figli e cinque figlie.
Dopo il matrimonio l’Anziano Ballard fu chiamato in un Vescovato, nel 1974 la moglie racconta al riguardo:
“Venne come una grossa sorpresa. Eravamo pronti a uscire di casa per andare alla conferenza. Il telefono squillò, ed era il Presidente Gordon B. Il Hinckley, che chiese a mio marito di andare nel suo ufficio. L’anziano Ballard pensò che forse il presidente voleva invitarlo a parlare alla conferenza, poiché uno degli oratori era malato. Arrivammo, nervosi, nell’uffico del Presidente Hinckley, per strada avevamo deciso che Russell poteva parlare di se nella conferenza, ma il Presidente disse che avrebbe chiamato mio marito come Apostolo. Pensai di non avere sentito bene e gli chiesi di ripetere. Russell mi guardò con le lacrime agli occhi. Fu una esperienza incredibile. (Ibid.).
L’Anziano Ballard accettò la chiamata al mattino e al pomeriggio fu sostenuto dalla Chiesa, nella sessione di chiusura della conferenza. L’ Anziano Ballard ha una forte testimonianza della verità del vangelo.
Dallin H. Oaks
aprile 10, 2009 by Maria
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Prima della sua chiamata a dirigente della chiesa, Dallin H. Oaks aveva una carriera promettente come avvocato, segretario della corte di Giustizia, Earl Warren della Corte Suprema, servendo nel consiglio della commissione per il Bill of Rights della Illinois Constitutional Convention e consulente dell’ Office of Economic Opportunity durante la guerra alla povertà di Lyndon B. Johnson. Insegnò anche all’ Università di Chicago e presiedette sulla Brigham Young University.
Dallin H. Oaks è un membro dell’attuale Quorum dei Dodici Apostoli della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, a volte chiamata Mormone. Apprese sin da piccolo la responsabilità. Quando il ragazzo aveva soltanto otto anni suo padre morì e all’età di dodici anni iniziò a lavorare per portare a casa il denaro necessario.
Da ragazzo prese la licenza di radio/telefonista. e trovò lavoro in una società di radio. Il suo lavoro sodo fu ricompensato. Fu accettato alla Brigham Young University, dove incontrò e sposò June Dixon. Si laureò in contabilità ed ebbe una laurea cum laude dalla scuola di legge dell’università di Chicago.
Fu il suocero che gli suggerì di iniziare una carriera in legge. All’inizio era incerto fra molte possibilità, inclusa radio e televisione, lingue, e medicina.
La carriera dell’anziano Oaks progredì rapidamente. Servì un internato come funzionario della corte suprema e poi si diede alla pratica privata a Chicago. Servì come consigliere della commissione dei Bill of Rights della Convenzione Costituzionale dell’Illinois durante la guerra alla povertà, di Lyndon B. Johnson.
Nel 1961 si unì al corpo insegnanti dell’ Università di Chicago. Servì in molte posizioni sempre più importanti sia nella sua carriera professionale che nel suo servizio di chiesa, e nel 1970 fu scelto ad essere il presidente della Brigham Young University. Durante quel periodo servì anche come presidente dell’ Associazione Americana dei Presidenti di Indipendenti Colleges e Università.
Durante quel periodo, lavorò per combattere contro gli sforzi crescenti del governo di regolare le scuole private, sebbene dichiarasse che in generale, preferiva essere a favore delle cose piuttosto che contro.
Nel 1981 divenne membro della Corte Suprema dello Utah, e per il 1984 si parlò di nominarlo come alto funzionario della Corte Suprema degli Stati Uniti. Comunque, in quel periodo fu chiamato (scelto) da Spencer W. Kimball, allora presidente della chiesa per essere un membro del Quorum dei Dodici Apostoli e fece sapere che non era più interessato a posizioni governative. Pensava che il lavoro del Signore doveva avere la precedenza sul servizio al governo.
Nel suo servizio come dirigente della chiesa, l’anziano Oaks spesso tratta dei temi difficili senza scuse né esitazioni. Per esempio, lui e un altro dirigente della chiesa parteciparono ad una vasta intervista sul soggetto dell’attrazione dello stesso sesso. Recentemente ha parlato del divorzio, riconoscendo la delicatezza del soggetto e parlando sia a quelli che sono divorziati a causa dei peccati di altri, che a quelli che pensano ad divorzio anche per dei motivi minimi.
L’anziano Oaks è noto per la sua passione per la letteratura e per lo stile letterario; la sua capacità di scrivere si nota nei discorsi e negli articoli. Un suo discorso recente viene citato spesso dai membri della chiesa che tentano di dare delle priorità nelle loro vite sovraoccupate.
Ha indicato che c’erano molte cose buone e degne da fare nel nostro tempo libero, ma non tutte le cose sono buone in tutti i momenti. Ha insegnato ai suoi ascoltatori a dividere le possibilità in “Buono, Migliore, Ottimo” e poi a fare scelte di conseguenza. Il fatto che abbia fatto uno straordinario ammontare di cose nella sua vita, spesso detenendo molte cariche contemporaneamente, mostra che lui, per primo, ha messo in pratica questo concetto.
David A. Bednar, Quorum dei Dodici apostoli
aprile 10, 2009 by Maria
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L’anziano Bednar è un testimone speciale di Gesù Cristo — un membro del Quorum dei Dodici Apostoli. Come apostolo, è responsabile, insieme con gli altri apostoli e sotto la direzione della Prima Presidenza di supervisionare l’amministrazione della chiesa mormone e di diffondere e di testimoniare del vangelo nel mondo.
Infanzia
David Allen Bednar è nato il 15 giugno, 1952, a San Leandro, California, da Lavina Whitney Bednar ed Anthony George Bednar. David era il terzo dei tre figli nati in famiglia.
Lavina era una discendente da pionieri mormoni, mentre il marito Anthony non era membro della chiesa mormone. Col sostegno del marito, Lavina allevò i suoi tre figli per essere fedeli membri della chiesa. Anche se Anthony non lo era incoraggiava i suoi figli a frequentare, andando in chiesa con loro, ed aiutandoli negli incarichi di chiesa.
Quando arrivò per David il momento di andare in missione suo padre lo sostenne completamente.
Per tutta la sua vita, e persino nelle sue lettere dalla missione ,David chiedeva al padre: “Papà, quando ti battezzi?”. La risposta era sempre, “Mi unirò alla chiesa quando saprò che è la cosa giusta da fare”.
Dopo che David era ritornato dalla missione, si era sposato e viveva fuori casa, il padre lo chiamò un mercoledì e gli chiese: “Che fai sabato? Puoi venire qui [in California] per battezzarmi ?” Dopo molti anni di preghiere e digiuni per il marito e padre, Anthony George Bednar fu battezzato e confermato membro da suo figlio.
David crebbe nell’area della baia di San Francisco amava praticare degli sport, lavorare nella fattoria-latteria di suo nonno, e aiutare sua madre a inscatolare le pesche e le fragole.
Missione
Nel 1971, David ricevette una chiamata dal profeta per svolgere una missione nella Germania del sud per due anni.
Anni dopo, David avrebbe ammonito i membri della chiesa mormone: “Tutti noi adesso stiamo servendo e continueremo a servire come missionari per tutta la vita. Siamo missionari ogni giorno nelle nostre famiglie, nelle scuole, sui posti di lavoro, e nella nostra comunità. A prescindere dalla nostra età, esperienza o posizione nella vita siamo tutti missionari”.
Matrimonio e Educazione
Al suo ritorno a casa dalla missione mormone, David scelse di frequentare la Brigham Young University a Provo, Utah. Là incontrò Susan Kae Robinson che stava completando il suo diploma in istruzione elementare. Frequentavano lo stesso rione e si incontrarono durante una partita di football.
A Susan piace scherzare :”Mi ha dato un appiglio e io l’ho preso”. David and Susan si sposarono nel 1975 sono genitori di tre figli: Eric, Michael, e Jeffrey.
Dopo il matrimonio, David e Susan continuarono a vivere a Provo, Utah, mentre David completò la sua istruzione. Ricevette il suo diploma di Baccellierato in comunicazioni nel 1976, e il suo Master in Organizational Communication nel 1977.
I Bednars si trasferirono poi nell’ Indiana, dove David ricevette il suo Ph.D. in Organizational Behavior alla Purdue University.
Carriera professionale
Dopo la laurea di David, nel 1980, la famiglia si trasferì in Arkansas, dove David fu nominato Assistente Professore di Management all’ Università dell’ Arkansas – un posto che tenne sino al 1984. Dal 1984 all’86, David insegnò alla Texas Tech. University, prima di ritornare all’ Università dell’ Arkansas.
Là insegnò dei corsi di comportamento organizzativo, gestione di squadre di lavoro, gestione totale di qualità, e comunicazione manageriale. Dal 1987 al 1992, servì come decano associato per i Graduate Studies nel College di Business Administration, e anche Direttore del Management Decision-Making Lab dal 1992-1997.
Attraverso la sua carriera professionale ha ricevuto il premio per l’ Outstanding Teacher, nel College of Business Administration. E nel 1994, fu riconosciuto come l’ outstanding teacher all’ Università di Arkansas e ricevette il Burlington Northern Foundation Award per l’ Eccellenza nell’insegnamento.
David ha pubblicato numerosi articoli – alcuni dei quali erano in Labor and Industrial Relations Review, Academy of Management Review, Human Relations, Quality Progress, Quality Management Journal, Cornell Research Quarterly, National Productivity Review, The Journal of Retail Banking Services, The Journal of Business Communication, and The Journal of Business Education. Insieme lui e Donald White hanno scritto: Organizational Behavior: Understanding and Managing People at Work; e, con Donald White e Ronald Sims, ha scritto: Readings in Organizational Behavior.
Nell’estate del 1997, David accettò la posizione come presidente del Ricks College a Rexburg, Idaho. Al tempo in cui l’accettò il Ricks era il college privato più grande degli Stati Uniti, con 8.500 studenti iscritti.
Sin dall’inizio della sua nomina il Presidente Bednar sarebbe stato disponibile, pronto ad insegnare e partecipe alla vita degli studenti. Mentre era là, insegnò un corso di religione per ogni quadrimestre; lui e sorella Bednar invitavano gli studenti alla serata familiare, dove questi imparavano le scritture. Durante i loro anni a Rexburg, quasi 35.000 studenti ebbero il privilegio di trascorrere le serate con i Bednars.
Nel 2000, si prese la decisione di cambiare il Ricks College in un’ università. Adesso sarebbe stato conosciuto come Brigham Young University-Idaho. Quando gli venne chiesto se era spaventato per un progetto del genere il Presidente Bednar disse: “Se avessimo pensato di eseguire questa transizione basandoci solo sulla nostra esperienza e sul nostro giudizio, allora mi sarei spaventato. Ma noi avremmo avuto aiuto dal cielo. Perché sappiamo chi è in carica e che non siamo soli, allora no, non sono spaventato. Sono venuto a sapere che la visione del presidente Hinckley riguardo al futuro della BYU-Idaho non riguarda veramente uno status di due o di quattro anni. Non riguarda il livello accademico o l’atletica. E neppure il cambiamento di nome. Questo annuncio è riguardo la fede-fede nel futuro. Dati tutti i mutamenti che hanno avuto luogo in questa istituzione in un tempo relativamente breve, io testimonio che ci sono stati dei miracoli, si sono ricevute rivelazioni, e si sono aperte delle porte, e noi, come individui e come istituzione siamo stati grandemente benedetti . Questi sono giorni da non dimenticarsi mai.”
Il 10 agosto 2001, il Ricks College divenne ufficialmente BYU-Idaho. Per l’estate del 2004, l’ università poté annunciare che aveva ricevuto l’accreditazione accademica; erano disponibili quattro anni di baccalaureato; e il tradizionale anno accademico era stato sostituito da un agenda che durava tutto l’anno, che permetteva a più studenti di essere ammessi in tutto l’anno. Con un orario che si estendeva per tutto l’anno, gli studenti avrebbero potuto prendere degli internati fuori dal campus, in periodi diversi da quelli estivi.
Come membro della chiesa mormone, David era sempre impegnato attivamente nel servizio di chiesa. Mentre viveva a Fayetteville, Arkansas, fu chiamato ad essere consigliere nella presidenza di palo all’età di trent’anni. Servì anche come vescovo, come presidente del palo di Fort Smith Arkansas, e come presidente del palo Rogers Arkansas. Più tardi avrebbe servito come rappresentante regionale e autorità di Settanta di area.
Molto di questo servizio di chiesa fu svolto quando David e Susan stavano allevando i loro figli e mentre stava lavorando all’Università di Arkansas. Quelli che lavoravano con David, sia nel servizio di chiesa che all’Università, erano sempre meravigliati dalla sua capacità di dirigenza e zelo per la vita. Un collega dell’università commentò: “David Bednar faceva parte del nostro gruppo di dirigenti. Lui rendeva più acuta la nostra visione. Trasudava sempre entusiasmo per gli studenti e passione per aiutare i suoi colleghi. A tutte le nostre discussioni portava ragione e compassione. Ispirava i suoi colleghi e gli studenti col suo esempio e veniva tenuto nella più grande stima”.
Da quando ha lasciato l’Arkansas, la presenza di David Bednar si sente ancora, e molti credono che era la sua dirigenza e le ore instancabili di lavoro che hanno unito i membri là. Una delle sue caratteristiche era di invitare tutti i membri del palo a portare le scritture a ogni riunione. Se notava che qualcuno non le aveva, li incoraggiava a fare di meglio.
L’anziano Bednar commentò: “Durante il mio addestramento prima della mia missione, andammo nella solenne sala delle assemblee nel tempio di Salt Lake. Il Presidente Harold B. Lee era là per rispondere alle domande di circa 300 missionari. Stava là nel suo abito bianco, e teneva le sue scritture bianche.
Rispondeva a ogni domanda tramite le scritture o diceva : ‘Non lo so.’ Io sedevo là e pensavo che non avrei mai potuto conoscere le scritture come lui, ma il mio obiettivo divenne di usare le scritture nel mio insegnamento, nel modo in cui vidi che le usava il Presidente Harold B. Lee. Quel desiderio è la genesi di tutto il mio studio delle scritture”.
Nell’autunno del 2004, dopo aver servito come Presidente della BYU-Idaho, il Presidente Bednar fu chiamato al Quorum dei Dodici Apostoli, dove servì sino alla morte del Profeta Gordon B. Hinckley. Quando Thomas S. Monson fu chiamato come Profeta, Veggente, Rivelatore, e Presidente della Chiesa, scelse come primo consigliere della Prima Presidenza l’anziano Bednar. L’anziano Bednar è adesso responsabile, insieme con gli apostoli, di sovrintendere l’amministrazione della chiesa mormone e di diffondere e testimoniare il vangelo in tutto il mondo.
Il Piano di Salvezza
aprile 9, 2009 by Maria
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Il credo mormone si accentra attorno al Piano di Salvezza, che è il piano di Dio per “portare a compimento l’immortalità e la vita eterna dell’uomo” (Mosè 1:39). Il Piano di Salvezza , chiamato anche il piano di felicità, ci insegna lo scopo della vita . Esso ci dice da dove veniamo, perché siamo sulla terra, e dove andremo dopo questa vita. Il Piano di Salvezza rappresenta la pienezza del vangelo di Gesù Cristo come è saputo e vissuto dall’umanità.
La dottrina mormone insegna che il Piano di Salvezza mette in dettaglio per noi come lavora Dio per salvare i Suoi figli e copre ogni aspetto della nostra vita. Il seguente elenco mostra gli stadi del Piano di Salvezza e come una conoscenza di questo piano e lo scopo della vita ci possono aiutare a capire meglio le nostre vite.
La vita pre-mortale
La maggior parte delle persone crede che vivrà dopo la morte. Per questo motivo non può sorprendere il fatto che vivessimo prima di nascere, e che questa vita sia il centro di una lunga, eterna vita. Molte persone parlano di neonati venuti dal cielo, e tuttavia non si fermano a pensare cosa significhi o perché loro ci credono. Da qualche parte nel cuore di molti ci sono pezzetti di ricordi della nostra vita precedente.
Il credo mormone include l’insegnamento che Dio creò i nostri spiriti, ed è il nostro Padre letterale. Dopo che i nostri spiriti erano stati creati, vivevamo con Lui in quella che i mormoni chiamano vita pre-mortale.
Qui imparammo il vangelo, sviluppammo una relazione personale con Dio, e progredivamo come facciamo sulla terra- sviluppando talenti, decidendo cosa era importante per noi, scegliendo che tipo di persone volevano essere. Portammo con noi queste cose personali, così che oggi siamo in parte così a causa di quello che eravamo allora. Ecco perché i neonati hanno personalità e interessi dalla nascita e persino prima di essa.
Questo era un tempo di preparazione per noi, ma la nostra capacità di progredire e di crescere era limitata a quel luogo. Per questo motivo, Dio convocò un concilio in cielo, dove ci spiego’ che cosa avremmo fatto per progredire e crescere.
Era tempo per noi di lasciare per un po’ la casa, proprio come avete fatto qui sulla terra. Potete ricordare che una volta che stavate da soli dovevate decidere se volevate continuare a vivere nel modo in cui siete stati allevati o no. Questo in parte fu il motivo per cui dovemmo lasciare la casa del Padre. Avremmo potuto vivere il vangelo quando non potevamo vedere Dio e chiedere a Lui che cosa era vero? Avremmo potuto trovare di nuovo la verità?
C’erano molte cose da fare nel nostro tempo sulla terra. Dovevamo ricevere un corpo e una famiglia e tentare di cercare la verità e vivere per essa. Dovevamo imparare ad avere fede, qualcosa di cui lassù non avevamo mai avuto bisogno fino al momento che il Grande Piano di Felicità non ci fu presentato.
Il motivo per cui avevamo bisogno della fede per la prima volta quando sentimmo il piano era che l’arbitrio- il diritto di scegliere da noi stessi- era molto importante per Dio.
L’avevamo sempre avuto. Ora, come sempre, potevamo scegliere se accettare o no il piano di Dio. Non potevamo essere neutrali. Potevamo scegliere di seguire il piano di Dio, o potevamo ascoltare al principale detrattore del piano.
Dio aveva spiegato che avremmo fatto errori che potevano impedirci di tornare a casa da Lui. Siccome Egli ci ama e vuole che torniamo a casa, Ci offrì un Salvatore. Siccome la redenzione richiedeva un sacrificio volontario da parte di una persona perfetta, Egli avrebbe mandato qualcuno a redimerci. Gesù Cristo si offrì di essere quella persona. Avrebbe vissuto una vita senza peccato e poi avrebbe preso su di se volontariamente i nostri peccati, avrebbe sofferto per essi, e sarebbe morto.
Comunque, a Lucifero non piaceva il piano e tentò di convincerci a boicottarlo ed a seguire invece il suo piano. La Sua idea era che non dovevamo seguire il nostro arbitrio e andare sulla terra completamente sotto il suo controllo. Avrebbe controllato ogni nostro pensiero e azione e noi non avremmo avuto pensieri vivendo come robot, senza mai avere alcuna opportunità di fare delle scelte. Mentre certamente non avremmo peccato- perché Lucifero avrebbe fatto buone scelte per noi – questo avrebbe reso la nostra vita sulla terra senza significato, siccome non ci sarebbero mai state delle prove.
Mentre Gesù voleva che Dio ricevesse la gloria per quel che si stava offrendo di fare, Lucifero voleva che tutta la Gloria andasse a se stesso e che noi adorassimo solo lui. Voleva essere come disse Isaia, più alto di Dio. (Isaia 14:12).
Ed ora dovevamo avere fede. Dovevamo scegliere di seguire Dio, o di aiutare Lucifero a rovesciare il piano di Dio per noi. Ogni persona che viene sulla terra ha scelto di seguire Dio. Quelli che non l’hanno fatto, che non seguirono il piano di Dio, divennero seguaci di Lucifero.
Lucifero fu scacciato dal cielo, gli venne negato il diritto di scendere sulla terra, e quelli che scelsero di seguirlo persero anch’essi l’opportunità di venire qui. Furono destinati a vivere eternamente con Lucifero, adesso chiamato Satana. Sono miserabili, e dedicano la loro esistenza intera a tentare di renderci infelici come loro.
Il resto di noi scese sulla terra e continua a farlo in epoche prestabilite, pronto per la grande avventura della nostra vita. Sta a noi avere successo nella nostra ricerca o no.
Mortalità
La Creazione e la Caduta
Secondo i credi del mormonismo, Dio creò questo mondo per noi, come è registrato nella Bibbia (Genesi 1-2). Poi creò i nostri corpi “a [Sua] immagine, secondo [la Sua] somiglianza” (Genesi 1:26). Il primo uomo e la prima donna furono Adamo ed Eva che furono posti nel Giardino di Eden. Adamo ed Eva presero il frutto dell’albero della conoscenza del bene e del male e facendo così decaddero dalla grazia. La Caduta Secondo la dottrina mormone, fu un passo positivo, e una parte integrale del piano di Dio, che i mormoni chiamano Piano di Salvezza.
Il Signore diede ad Adamo ed Eva due comandamenti in conflitto (1. moltiplicarsi e riempire la terra, e 2. evitare di mangiare il frutto della conoscenza del bene e del male). Dio diede ad Adamo ed Eva comandamenti in conflitto per garantire “arbitrio” , o libertà di scegliere. Fino a quando non presero il frutto proibito, Adamo ed Eva non potevano procreare. Il Libro di Mormon dichiara:
aAdamo bcadde affinché gli uomini potessero essere; e gli uomini csono affinché possano provare dgioia. (2 Nefi 2:25, pg. 59).
Gesù Cristo espiò per il peccato di Adamo ed Eva, e tutti i bambini nascono innocenti e puri. A causa di ciò i mormoni non credono al “peccato originale” ma che saremo puniti solo per i nostri peccati a meno che non ci pentiamo.
Mortalità
I mormoni credono che quando siamo nati sia stato posto un “velo” sulle nostre menti che ci impedisce di ricordare ciò che accadde nella vita premortale (vedere Isaia 25:7). Ciò avviene affinché possiamo essere messi alla prova secondo la nostra fede e il nostro desiderio di bene. Il Libro di Mormon insegna:
E vediamo che la amorte venne sull’umanità, sì, la morte di cui ha parlato Amulec, che è la morte temporale; nondimeno fu accordato all’buomo un tempo durante il quale potesse pentirsi; perciò questa vita divenne uno stato probatorio, un tempo per cprepararsi ad incontrare Dio; un tempo per prepararsi a quello stato senza fine di cui abbiamo parlato, che viene dopo la risurrezione dei morti. (Alma 12:24, pg 239).
Questa vita è un tempo per imparare e crescere. Abbiamo bisogno di imparare a distinguere fra bene e male per fare scelte sagge. Dobbiamo anche sviluppare dei talenti e crescere negli attributi divini come amore, fede, carità, speranza, pazienza, perseveranza, e amore (vedere 2 Pietro 1:2-9). Durante questo tempo dobbiamo anche pentirci dei nostri peccati ed errori e tentare di fare meglio. I mormoni si riferiscono a questo come a perseverare sino alla fine.
Dobbiamo anche celebrare quelle ordinanze che Dio ha comandato. Ciò include il battesimo, il ricevere il dono dello Spirito Santo, e il prendere i simboli della morte e resurrezione di Cristo, che i mormoni chiamano il sacramento. Altre chiese si riferiscono a ciò come all’ Eucarestia.
Durante questa vita ci si aspetta anche che ci sposiamo e alleviamo famiglie rette e serviamo chi ci sta intorno. Dovremmo condividere con amici e famiglia le notizie su Gesù Cristo così che anch’essi possano, gioire con noi.
La morte e il mondo degli spiriti
Per i mormoni, la morte è solo un altro passo nel progresso eterno pianificato per noi da Dio, nostro Padre Celeste. I mormoni non temono la propria morte, e quando una persona amata muore, essi soffrono solo per la sua mancanza.
Per i mormoni, la vita non inizia solo sulla terra, ma in una esistenza pre-mortale, dove vivevamo con Dio come spiriti. Dio creò i nostri spiriti ed è, perciò, il nostro Padre letterale. In questo tempo non avevamo corpi e vivevamo alla presenza di Dio. Questo era un periodo di apprendimento e crescita.
Sviluppammo la nostra personalità, il nostro carattere, e persino alcuni talenti mentre apprendevamo gli insegnamenti e ci preparavamo al prossimo passo.
Viene un momento nella vita di un figlio in cui deve lasciare casa. Solo quando segue la sua volontà potrà vedere il suo impegno al credo che i genitori gli hanno insegnato. Ciò fu vero anche di noi in questa vita premortale. Con questo in mente Dio preparò il prossimo scenario del grande piano di felicità o Piano di Salvezza. Creò una terra su cui saremmo venuti ad abitare senza di Lui. Avremmo ricevuto un corpo ed avuto delle famiglie ma avremmo dovuto vivere per fede.
Durante il nostro tempo sulla terra, avremmo ottenuto un corpo e avremmo avuto una varietà di esperienze che ci avrebbero aiutato a crescere ed a progredire. Avremmo tentato di trovare la chiesa di Dio e avremmo vissuto sulla sua base, quando Lui non era proprio là per noi. Se avessimo superato con successo il nostro test, avremmo potuto tornare a vivere con Lui per sempre.
Naturalmente Dio sapeva che ci sarebbero state complicazioni, che avrebbero influenzato quello che sarebbe successo alla nostra morte. Prese provvedimen ti per ognuna di esse.
Una complicazioni era che nessuno di noi poteva vivere una vita senza peccato. Si doveva fare un’espiazione per i nostri peccati, ma essa doveva essere fatta da uno che potesse vivere una vita senza peccato e si sacrificasse volontariamente per salvare gli altri. Satana voleva essere il Salvatore del mondo, ma disprezzava il piano di Dio per noi.
Il suo piano avrebbe rimosso il nostro diritto di fare delle scelte sulla terra. Invece avremmo vissuto come robot, facendo ciò che ci era ordinato. Non ci sarebbe stato bisogno che qualcuno sacrificasse la sua vita per noi, e inoltre pretendeva tutta la gloria e l’onore per controllare il nostro tempo sulla terra. Naturalmente, ciò avrebbe reso senza significato la nostra vita sulla terra.
Gesù Cristo si offrì come nostro Salvatore, seguendo il piano di Dio. Egli volle sacrificare la sua vita senza peccato e morire per i suoi fratelli e sorelle così che loro potessero salvarsi. Non voleva la gloria, preferendo darla tutta a Dio. La sua offerta fu accettata e poi ci venne permesso di scegliere se accettarla o no. Un terzo degli spiriti scelse Satana, volendo la sicurezza del suo piano e perse l’opportunità di vivere sulla terra.
Agli spiriti rimanenti fu garantito il diritto di vivere sulla terra. L’arbitrio, il diritto di scegliere, è stato nostro sin dal primo momento della nostra creazione spirituale.
L’espiazione di Gesù Cristo rese possibile per noi pentirci dei nostri peccati e ritornare a Dio anche se viviamo in modo imperfetto, tutti quanti. Inoltre risolse un altra complicazione che avrebbe potuto danneggiare la nostra vita dopo la morte. Alcuni figli sarebbero morti giovani, prima di arrivare ad essere responsabili delle loro scelte.
L’espiazione permette loro di essere salvati senza nessuno dei requisiti soliti per la salvezza. I bambini che hanno meno di otto anni non sono responsabili dei loro peccati, e se muoiono, ritornano direttamente al loro Padre Celeste.
Una terza complicazione è che alcuni sarebbero morti senza mai conoscere Dio, Gesù, o la vera chiesa. Il piano di Dio è giusto, e lui non predilige alcuni e scarta altri. Lui ama tutti i suoi figli egualmente e non li punirebbe mai per circostanze al di là del loro controllo, proprio come non punirebbe un bambino piccolo che è morto senza battesimo.
Egli pianificò che quelli che morivano senza una giusta opportunità di imparare e vivere il vangelo avrebbero potuto conoscerlo dopo la loro morte. Siccome non potrebbero essere battezzati nel mondo degli Spiriti, dei cristiani devoti si offrono volontari per farsi battezzare al posto loro col loro nome. Se essi accettano quello che è stato loro insegnato il battesimo sarà registrato in cielo come se lo avessero fatto essi stessi. Se hanno rigettato la verità invece il battesimo non sarà reputato valido, come se non fosse mai avvenuto ed essi trascorreranno l’eternità lontano dalla presenza di Dio. Come sempre, essi hanno il loro arbitrio di accettare o rigettare la parola di Dio.
Con questi piani amorevoli in atto, la morte diventa un luogo dove ogni persona viene giudicata giustamente dal Salvatore, che essendo vissuto sulla terra, capisce com’è la vita qui per noi e le sfide che fronteggiamo. I mormoni vedono la morte allo stesso modo in cui vedono la nascita – come un passaggio da uno stadio di vita in un altro.
Ciò che facciamo a ogni stadio influenza il prossimo. Ma la morte non fa paura a quelli che si sono preparati bene e che confidano che Dio sia giusto e amorevole. Per imparare di più di ciò che avviene dopo la morte visitare Resurrezione e Giudizio.
Come potete vedere, questo è veramente un piano di felicità. Dio pianificò la nostra morte sin dall’inizio, e fece ogni cosa in suo potere per aiutarci a poter tornare a casa da Lui.
Resurrezione e giudizio
I mormoni credono che, dopo un po’ di tempo nel mondo degli spiriti, tutta l’umanità verrà risorta. Ciò vuol dire che lo spirito e il corpo saranno riuniti in corpi perfetti e immortali liberi dal dolore, dalla malattia, e dalla deformità. La Bibbia dice :
Poiché, come tutti muoiono in Adamo, così anche in Cristo saran tutti vivificati;
(1 Corinzi 15:22).
Il Libro di Mormon descrive la resurrezione dicendo che “L’aanima sarà brestituita al ccorpo e il corpo all’anima; sì, ogni membro e giuntura saranno restituiti al loro corpo; sì, non si perderà neppure un capello del capo; ma tutte le cose saranno restituite alla loro forma corretta e perfetta. (Alma 40:23, pg 309).
Secondo la dottrina mormone, questa resurrezione è letterale e fisica. Dopo che noi siamo risorti, avremo ognuno un corpo fisico perfetto proprio come Gesù quando apparve ai Suoi discepoli. Gesù Cristo disse loro: “Guardate le mie mani ed i miei piedi, perché son ben io; palpatemi e guardate; perché uno spirito non ha carne e ossa come vedete che ho io” (Luca 24:39).
Dopo la resurrezione, tutta l’umanità sarà giudicata secondo le sue azioni. Il libro dell’Apocalisse dice :
“E vidi i morti, grandi e piccoli, che stavan ritti davanti al trono; ed i libri furono aperti; e un altro libro fu aperto, che è il libro della vita; e i morti furon giudicati dalle cose scritte nei libri, secondo le opere loro” (Apocalisse 20:12).
Solo quelli che si sono pentiti dei loro peccati, che sono stati battezzati dai servi autorizzati da Dio, ed hanno perseverato sino alla fine pentendosi sempre, servendo gli altri, e migliorando i loro talenti saranno salvati tramite l’espiazione di Gesù Cristo.
Tre gradi di Gloria
Ognuno è differente. Le persone non sono solo buone e cattive, ma piuttosto, differiscono per gradi di bontà e cattiveria. A causa di ciò, Dio ricompenserà ogni persona secondo il bene che ha fatto e la fede e la fiducia che ebbe in Gesù Cristo. Le persone che sono valorose e fedeli e si pentono dei loro peccati riceveranno la ricompensa più alta, detta vita eterna, mentre quelli che non si pentono e non hanno fede in Gesù Cristo riceveranno meno gloria e dovranno soffrire per i loro peccati come se non ci fosse stata alcuna espiazione.
Questi gradi nei cieli sono dette dai mormoni i Tre gradi di Gloria. Paolo li menziona in 1 Corinzi 15:41-42:
Altra è la gloria del sole, altra la gloria della luna, e altra la gloria delle stelle; perché un astro è differente dall’altro in gloria. Così pure della risurrezione de’ morti. Il corpo è seminato corruttibile, e risuscita incorruttibile;
Il Profeta Joseph Smith rivelò di più su di essi. Questa visione è registrata nelle scritture mormoni in Dottrina e Alleanze, sezione 76. I mormoni chiamano questi tre gradi, il regno Celeste, il Terrestre, e il Teleste .
Il Regno Celeste
Il Regno Celeste è il regno di gloria più alto. E’ ciò che veniva chiamato Cielo. Quelli che vanno qui sono coloro che hanno accettato Gesù Cristo, creduto in Lui, si sono battezzati, e hanno obbedito i Suoi comandamenti. Si sono pentiti di tutti i loro peccati e tramite l’espiazione sono stati purificati da tutti i peccati. Essi ereditano la vita eterna , che Gesù dice è conoscere Lui e Dio (Giovanni 17:3). Queste persone ricevono tutta la gloria e possono progredire e diventare perfetti tramite Gesù Cristo.
Nel Regno Celeste, le famiglie possono vivere insieme per sempre . Mariti e mogli possono restare insieme per sempre . Dimorano alla presenza di Dio e di Suo Figlio, Gesù Cristo. Il simbolo di questo regno è la Gloria del sole.
Il Regno Terrestre
Il Regno Terrestre è il secondo grado di gloria. Questo è il luogo di riposo finale per quelli che non furono valorosi nella vita ma erano ancora brave persone. Queste persone erano giuste ed onorevoli, ma non accettarono Gesù Cristo come loro Salvatore. Il simbolo di questo regno è la gloria della luna.
Il Regno teleste
Il Regno più basso è il Regno teleste. Dove si trovano quelli che rigettarono Gesù e il suo Vangelo e non si pentirono dei loro peccati. Le persone devono soffrire per I loro peccati, perché Gesù Cristo non li redimerà sino alla fine, dopo che avranno sofferto all’Inferno e nella Prigione degli Spiriti. Quelli che sono là: assassini, bugiardi, e peccatori impenitenti. Il simbolo di questo regno sono le stelle.
Tenebre di fuori
Satana e i suoi angeli saranno buttati nelle “tenebre di fuori,” dove non c’è luce o gloria da Dio. Pochi ricevono una perfetta conoscenza, che Gesù è il Cristo e poi lo combattono non riceveranno alcuna gloria o salvezza da Dio. Essi saranno buttati fuori nelle tenebre di fuori con Satana. Sono detti “Figli di Perdizione”.
Perseverare sino alla fine
aprile 9, 2009 by Maria
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Gesù Cristo disse ai suoi discepoli: “Stretta invece è la porta ed angusta la via che mena alla vita, e pochi son quelli che la trovano” (Matteo 7:14).
Il battesimo nel nome di Gesù Cristo è il cancello che conduce alla Via. il Libro di Mormon insegna questo più chiaramente:
Pertanto fate le cose che vi ho detto di aver visto che il vostro Signore e Redentore farà; poiché per questo motivo esse mi sono state mostrate: affinché voi possiate conoscere la porta per la quale dovrete entrare. Poiché ecco, la porta per la quale dovrete entrare è il pentimento e il abattesimo mediante l’acqua; e allora viene la bremissione dei vostri peccati mediante il fuoco e mediante lo Spirito Santo. (2 Nefi 31:17-18; pg 114).
Una volta entrati nel sentiero, dobbiamo continuare sulla via che ci guida alla vita eterna . I mormoni chiamano questo, perseverare sino alla fine. Di nuovo, il Libro di Mormon ci dà una buona spiegazione di ciò che vuol dire. Esso dice:
Pertanto voi dovete aspingervi innanzi con costanza in Cristo, avendo un perfetto fulgore di bsperanza e camore verso Dio e verso tutti gli uomini. Pertanto, se vi spingerete innanzi nutrendovi abbondantemente della parola di Cristo, e dpersevererete fino alla fine, ecco, così dice il Padre: Avrete la vita eterna. (2 Nefi 31:20; pg 114).
Dobbiamo perseverare con serietà nell’obbedienza ai comandamenti di Gesù Cristo, essendo riempiti di speranza e di amore. Dobbiamo dimorare sulle parole di Cristo, che significa che dobbiamo continuare a studiare la Sua Parola nelle scritture e come data dalla rivelazione tramite i profeti viventi. Ciò corrisponde a quello che l’apostolo Paolo disse mentre discuteva della fede, dell’amore e della carità (vedere 1 Corinzi 13).
Perseverare sino alla fine non vuol dire che i mormoni si aspettino di essere perfetti. Parte della perseveranza è continuare a migliorarsi tramite il pentimento qualora qualcosa non sia in armonia con lo Spirito di Dio. Siccome le persone continuano a fare errori, il Signore ha fornito un modo per rinnovare queste alleanze.
Ogni domenica i mormoni prendono il Sacramento, abitualmente detto Eucarestia o Cena del Signore in altre chiese. Il Sacramento consiste di pane spezzato e acqua che simboleggiano il corpo e il sangue di Gesù Cristo. Per i fedeli mormoni questo rappresenta un rinnovamento delle alleanze e degli impegni fatti al battesimo e un’ opportunità di meditare sulla missione espiatoria di Gesù Cristo.
Perseverare sino alla fine richiede anche il servizio agli altri. Il Libro di Mormon insegna che “… quando siete al bservizio dei vostri csimili, voi non siete che al servizio del vostro Dio. 2:17; pg 148). Una persona persevera crescendo negli attributi divini. L’anziano Dallin H. Oaks, un Apostolo della chiesa mormone disse :
L’ Apostolo Paolo insegnò che gli insegnamenti e gli insegnanti del Signore sono stati dati affinché tutti possiamo arrivare all’ ” altezza della statura perfetta di Cristo” (Efes. 4:13). Questo processo richiede molto più che acquisire conoscenza. Non basta neppure essere convinti del vangelo; dobbiamo agire e pensare che siamo convertiti da esso. In contrasto con le istituzioni del mondo, che ci insegnano a conoscere qualcosa, il vangelo di Gesù Cristo ci sfida a diventare qualcosa (The Challenge to Become, Conference Report, October 2000)
Dice inoltre:
Da tali insegnamenti concludiamo che il Giudizio Finale non è solo una valutazione di una somma totale di azioni buone e cattive – ciò che abbiamo fatto. E’ un riconoscimento dell’effetto finale dei nostri atti e pensieri – quello che siamo diventati.
Non è abbastanza che ognuno faccia delle azioni. I comandamenti, le ordinanze, e le alleanze del vangelo non sono una lista di depositi che si devono fare su qualche conto bancario celeste . Il vangelo di Gesù Cristo è un piano che ci mostra come diventare ciò che il nostro Padre Celeste vuole che noi diventiamo.
Pietro disse qualcosa di simile nella sua epistola generale. Egli consigliò ai retti seguaci di Cristo della sua epoca di diventare “partecipi della natura divina dopo esser fuggiti dalla corruzione che è nel mondo per via della concupiscenza,” (2 Pietro 1:4).
A questi dice che dobbiamo, “aggiungere alla fede vostra la virtù; alla virtù la conoscenza; alla conoscenza la continenza; alla continenza la pazienza; alla pazienza la pietà; alla pietà l’amor fraterno; e all’amor fraterno la carità” (2 Pietro1:5-7).
il Libro di Mormon descrisse un individuo che perseverò rettamente. Si chiamava Ether ed era un profeta mandato ad un popolo malvagio. Di lui il Libro di Mormon dice :
Poiché agridava dal mattino fino al calar del sole, esortando il popolo a credere in Dio fino a pentirsi, per tema di essere bdistrutti, dicendo loro che mediante la cfede si adempiono tutte le cose -
4 Pertanto chiunque crede in Dio potrà con sicurezza asperare in un mondo migliore, sì, anzi, un posto alla destra di Dio; la quale speranza viene dalla fede e dà un’bancora alle anime degli uomini, che li renderà sicuri e perseveranti, sempre abbondanti in cbuone opere, essendo condotti a dglorificare Dio. (Ether 12:3-4, pg 509).
Questo sentiero di speranza e fede in Dio che porta gli uomini a fare il bene è il sentiero stretto di cui Gesù disse che conduce alla Vita Eterna, che è conoscere Gesù Cristo e Dio (vedere Giovanni 17:3), poiché siamo diventati come loro (vedere 1 Giovanni 3:2). Poi, tramite il potere dell’espiazione e la resurrezione di Gesù Cristo, quelli che hanno seguito questo sentiero saranno ripuliti e portati, infine in cielo per dimorare con Cristo e Dio per sempre.
Battesimo di Fuoco e lo Spirito Santo
aprile 9, 2009 by Maria
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Dopo essere stati battezzati, i mormoni ricevono il dono dello Spirito Santo.
A differenza del potere occasionale dello Spirito Santo, sentito per esempio da persone, che stiano studiando seriamente la chiesa, il dono dello Spirito Santo è più permanente. Come scrisse Joseph Smith nel quarto Articolo di Fede, esso è conferito per imposizione delle mani sulla testa di chi lo riceve.
Ciò vuol dire che gli uomini che detengono il potere del sacerdozio imporranno le mani sul capo della persona che riceve la benedizione, e un uomo pronuncerà una speciale benedizione, impartendogli il dono dello Spirito Santo. La persona da quel momento in poi avrà la continua compagnia dello Spirito di Dio per dirigerlo, ammonirlo e confortarlo. Se la persona pecca, lo Spirito Santo va via.
Ma quando essa si pente e si Sforza di essere retto, degno, e ricettivo, lo Spirito Santo può fornire grandi benedizioni di comprensione, protezione e pace.
Pentimento e battesimo
aprile 9, 2009 by Maria
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L’opportunità di pentirsi è un dono prezioso all’umanità dato da un amorevole Padre Celeste. I mormoni credono che il pentimento dovrebbe essere visto in una luce positiva come un’ opportunità di migliorare. La radice della parola “pentimento” sia fra gli Ebrei che fra i Greci si riferisce a un distogliersi dal peccato verso Dio tramite un mutamento di cuore. Il pentimento non significa riconoscere solo il peccato o soffrire per esso, ma si riferisce al cambio spirituale interiore. Il Libro di Mormon si riferisce ad esso come a un mutamento di cuore. Il pentimento è perciò l’atto di tentare di condurre la propria vita più in accordo con gli insegnamenti di Dio.
Per pentirsi dobbiamo imparare che cosa Dio si aspetta da noi e poi riconoscere i nostri errori e le nostre debolezze. Dobbiamo assumerci la responsabilità delle nostre azioni e riconoscere che ciò che abbiamo fatto ha ferito altri e offeso Dio. Secondo, dobbiamo confessare e poi perdonare il peccato. Ciò vuol dire smettere di farlo e non pensarci mai più. Se possibile dobbiamo fare la restituzione. Ciò vuol dire che se rubiamo qualcosa dobbiamo restituirla o pagare la persona per ciò che noi abbiamo rubato. Se abbiamo mentito o ferito i sentimenti di qualcuno dobbiamo scusarci. La restituzione non è sempre possibile, ma dobbiamo sempre scusarci e chiedere perdono a quelli che abbiamo offeso o ferito. Dio può guarire tutte le ferite e quando abbiamo fede in Lui possiamo essere perdonati. Alla fine, dobbiamo chiedere perdono a Dio in preghiera .
Quando abbiamo fatto questo, abbiamo questa promessa da Gesù:
Ecco, colui che si è apentito dei suoi peccati è bperdonato, e io, il Signore, non li cricordo più. Da questo potrete sapere se un uomo si pente dei suoi peccati: ecco, li aconfesserà e li babbandonerà. (Dottrina e Alleanze 58:42-43, pg 106).
Quando ci siamo pentiti sinceramente abbiamo la promessa di Dio e Dio non può mentire, che noi siamo perdonati. Per purificarci da tutti i nostri peccati e diventare una nuova creatura in Cristo, dobbiamo far seguire il pentimento dal Battesimo. Comunque siccome ognuno continua a fare errori, dobbiamo pentirci per tutta la durata della nostra vita e volgerci sempre a Dio per aver forza e perdono. Tramite il sacramento, che i mormoni prendono ogni domenica, possiamo rinnovare le alleanze fatte al battesimo e così ottenere la purificazione dallo Spirito Santo. Dottrina e Alleanze della chiesa mormone dice:
Sì, pentitevi e siate abattezzati, ognuno di voi, per la remissione dei vostri peccati; sì, siate battezzati mediante l’acqua, e poi verrà il battesimo di fuoco e dello Spirito Santo.
12 Ecco, in verità, in verità vi dico: Questo è il mio aVangelo; e ricordate che essi dovranno aver fede in me, o non potranno in alcun modo essere salvati;
13 E su questa aroccia edificherò la mia chiesa; sì, su questa roccia voi siete edificati, e se continuerete le bporte dell’inferno non prevarranno contro di voi (Dottrina e Alleanze 33:11-13)..
Battesimo per immersione per la remissione dei peccati e il battesimo di fuoco
Il mormonismo insegna l’importanza del battesimo celebrato da uno che detenga la vera autorità di Dio. Il quarto Articolo di Fede, scritto dal profeta Joseph Smith, dichiara che i mormoni credono che “che i primi principi e le prime aordinanze del Vangelo sono: primo, la bfede nel Signore Gesù Cristo; secondo, il cpentimento; terzo, il dbattesimo per immersione per la eremissione dei peccati; quarto, l’imposizione delle fmani per il gdono dello Spirito Santo”.
La chiesa mormone pratica il battesimo per immersione completa in acqua. Questo è un simbolo di morte e sepoltura della persona carnale, ed una rinascita di essa come discepolo di Gesù Cristo e un membro della Sua chiesa. Esso simboleggia anche la morte, il seppellimento, e la resurrezione di Gesù Cristo. Come molti cristiani, i mormoni credono che una persona che si penta e sia battezzata ha tutti i suoi peccati precedenti perdonati e diventa pura davanti a Dio.
Il battesimo è anche l’atto di fare una promessa al Signore. Al battesimo, i mormoni fanno un’alleanza, o una promessa a due sensi, col Signore essi prenderanno su di loro il nome di Cristo, lo ricorderanno e osserveranno i Suoi comandamenti. In cambio, il Signore promette di benedire i membri fedeli e battezzati con la compagnia dello Spirito del Signore o Spirito Santo.
Nella chiesa mormone il battesimo non è mai celebrato prima dell’ottavo compleanno di una persona. L’età di otto anni fu data in una rivelazione moderna (vedere Dottrina e Alleanze 68:27) come l’età in cui i bambini diventano responsabili dei loro peccati cioè possono distinguere tra il giusto e l’ingiusto e hanno una responsabilità personale per la loro condotta.
All’ “età della responsabilità ” essi possono capire e applicare anche il principio del pentimento. Per quelli in età ma che non sanno discernere il bene dal male (per condizioni come un ritardo mentale ecc.) non c’è alcuna responsabilità per i peccati e perciò il battesimo non viene richiesto. Loro sono visti come salvi tramite l’espiazione di Cristo, come lo sono tutti i neonati e i bambini che muoiono prima degli otto anni. Il Libro di Mormon proibisce specificamente la pratica del battesimo ai neonati, affermando che è una “beffa solenne davanti a Dio.” (vedere Moroni 8:4-23.)
Sebbene Gesù stesso fosse perfetto, il Libro di Mormon insegna che Egli fu battezzato per mostrare che “egli si umilia davanti al Padre e testimonia al Padre che gli sarebbe aobbediente nell’osservare i suoi comandamenti. ” (2 Nefi 31:7). I bambini piccoli non possono prendersi un impegno del genere, così ripetiamo, non hanno bisogno del battesimo.
Il battesimo viene riconosciuto valido solo quando è celebrato da uno che abbia la giusta autorità del sacerdozio. Il Mormonismo afferma che avere il vero vangelo di Gesù Cristo è attuato solo sulla base della autorità divina (il sacerdozio) e sulla rivelazione continua.
Come molte denominazioni cristiane, i mormoni credono che il battesimo sia un prerequisito per entrare nel regno di Dio nell’aldilà. Questo credo presenta un problema, comunque, per i milioni di persone che sono vissute e sono morte senza l’opportunità di sentir parlare di Gesù Cristo, e tantomeno di aver l’opportunità di battezzarsi. Per questo motivo i mormoni credono nell’ordinanza del battesimo per i morti.
Questi si celebrano solo nei templi mormoni e vengono celebrati da qualcuno che agisce come procuratore al posto della persona defunta . I mormoni credono che quest’ordinanza, nota come battesimo per i morti, serve al defunto quando egli accetta il lavoro fatto al posto suo. Se l’ordinanza è davvero accettata, la persona potrà entrare nel Regno di Dio proprio come se avesse avuto l’opportunità di essere addestrata e battezzata mentre viveva sulla terra.
I mormoni credono che persino dopo il battesimo, i membri faranno ancora errori. Nel prendere il sacramento ogni settimana essi hanno l’ opportunità di rinnovare le promesse al Signore che hanno fatto col battesimo.
Ciò include l’opportunità di andar via sentendosi completamente perdonati e perfettamente puliti di tutti gli errori minimi della settimana precedente. I mormoni credono che sentirsi purificati ogni settimana può motivare una persona a evitare di peccare.
Le benedizioni del battesimo offrono agli individui speranza tramite l’Espiazione e l’amore infinito del Salvatore Gesù Cristo.

