Mormoni neri

ottobre 23, 2011 by  
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La storia dei neri e della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni (anche conosciuta come chiesa mormone) è in alcuni momenti difficile da discernere, ma è molto più favorevole rispetto alla storia dei neri e degli Stati Uniti d’America. Mentre molte persone, nel mondo di oggi, continuano a criticare la chiesa mormone per la sua storia con i neri, in particolare con gli afroamericani, oggi, i mormoni neri godono di tutti i privilegi che i mormoni di qualsiasi altra razza o etnia godono.

Nei primi giorni della chiesa mormone, non c’era una politica in materia di neri. C’erano, sicuramente, pochi afroamericani liberi, che si unirono alla Chiesa mormone e che ebbero lo stesso status di qualsiasi altro membro. Il primo mormone nero fu un uomo di nome Elijah Abel. Fu battezzato nel 1832 e fu ordinato sacerdote. I documenti dimostrano che è molto probabile che Joseph Smith ordinò al sacerdozio Elijah Abel. Elijah svolse più di una missione, per la Chiesa, aveva ricevuto un’educazione e svolgeva la propria professione di falegname. Egli era anche nella dirigenza della Chiesa, facendo parte dei settanta. Una manciata di altri maschi neri avevano ricevuto il sacerdozio, nei primi giorni della chiesa mormone. Tuttavia, ad un certo punto, i mormoni neri, anche se potevano ancora essere battezzati come membri della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, non erano più ordinati al sacerdozio e non gli veniva data la possibilità di partecipare alla cerimonia della dotazione mormone. Alcune persone, sia all’interno che all’esterno della chiesa mormone, hanno passato anni a discutere il perché, ma non c’è una risposta chiara a questa domanda, in questo momento. Mentre non vi era alcun divieto nel dare il sacerdozio ai neri, non vi era neppure un chiaro comandamento che dovesse essere dato loro. Molti ipotizzano che, a causa del pregiudizio razziale che imperversava negli Stati Uniti in quel momento, tra i Santi degli Ultimi Giorni c’erano quelli che non erano pronti ad accettare i neri a pieno titolo, nella Chiesa, ma non c’è modo di sapere se questo era il motivo per il quale il sacerdozio venne sospeso, senza risposte dirette da parte del Signore.

La risoluzione a questo momento della storia, della chiesa mormone e con i mormoni neri, si è avuta nel 1978, quando il presidente Spencer W. Kimball chiese ed ottenne una specifica rivelazione da Dio, riguardo a questa materia. Da quel momento in poi, a tutti i membri maschi degni della chiesa mormone, sarebbe stato dato il sacerdozio, a prescindere dalla razza. Quello è stato un giorno di gioia per tutti i membri della Chiesa, perchè la piena comunione e le benedizioni furono concesse a tutti.

Ci sono alcune cose da dire, sul resto della storia della Chiesa mormone, con i neri. La Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni è sempre stata anti-schiavitù e, infatti, una grande quantità di persecuzione nei loro riguardi, nel 1800, era dovuta al loro parere su tale questione. Un editoriale intitolato “Persone di colore libere”, venne stampato da W.W. Phelps, nel 1833, nel Missouri, e avvisava i mormoni neri di non attraversare il confine di stato, a causa delle leggi che dicevano che anche i neri liberi sarebbero stati frustati, se fossero entrati nello stato. Dopo aver citato la legge su questo tema, Phelps avvertì i membri della Chiesa: “Gli schiavi sono proprietà immobiliari in questo e altri Stati e la saggezza imporrebbe grande attenzione tra i rami della Chiesa di Cristo su questo tema. Finché non abbiamo alcuna regola speciale nella Chiesa, per la gente di colore, lasciate che vi guidi la prudenza”. Questa affermazione è chiara: non c’erano politiche in atto, per quanto riguardava i mormoni neri, in quel momento. Essi venivano trattati come tutti gli altri. Phelps riconobbe l’instabilità della situazione in Missouri, in quel momento, tuttavia, e mise in guardia tutti i Santi, affinchè esercitassero cautela, in quell’ambito. Purtroppo, l’opinione pubblica prese l’articolo esattamente al contrario, venne volutamente male interpretato e utilizzato come combustibile, per aumentare un fuoco, che portò ad un ordine di sterminio contro i santi, nel Missouri. I cittadini del Missouri erano davvero preoccupati che i mormoni sarebbero arrivati nello Stato e avrebbero avuto il voto della maggioranza, per abolire la schiavitù. Quindi, in risposta, essi spinsero fisicamente i Santi fuori dalle loro case e li cacciarono fuori dallo stato.

La Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni non ha mai avuto congregazioni chiuse. Tutte le riunioni sono sempre state aperte a tutti coloro che desideravano partecipare, indipendentemente dal sesso o dalla razza. La dottrina mormone è chiara, Dio non fa preferenze tra le persone e le benedizioni del vangelo di Gesù Cristo sono a disposizione di tutti coloro che sono degni e che vivono i Suoi comandamenti.

Culto mormone

ottobre 23, 2011 by  
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Prima di leggere il seguente articolo, si tenga presente che, in inglese, la parola “culto” ha accezione negativa, mentre la parola “setta”, al contrario dell’italiano, ha accezione positiva.

La parola “culto” ha molte definizioni, compresa quella di un qualsiasi sistema di credenze religiose e rituali e, di solito, ha il senso “di una grande devozione da parte di un gruppo, di una persona o di un’idea”. Ci sono stati molti culti religiosi, in cui i seguaci sono stati rapiti dalla forte personalità di qualcuno che potesse convincerli di quasi ogni cosa. Questo potere è stato spesso usato in modo distruttivo, aggiungendo, quindi, una connotazione negativa, associata a questa parola. Sin dalla fondazione della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni (comunemente chiamata Chiesa mormone) nel 1830, molti dei suoi critici e nemici l’hanno accusata di essere un culto. Infatti, questo sentimento era così forte, nei primi tempi della chiesa mormone, che i nemici hanno veramente creduto che se Joseph Smith fosse stato portato via, allora il movimento sarebbe caduto a pezzi.

Tuttavia, il mormonismo non è mai stato un culto. L’idea del culto mormone è stata portata avanti dai nemici di Joseph Smith, che credevano che i membri della chiesa mormone fossero stati rapiti da lui. Questo equivoco è durato fino ai giorni nostri, con molte persone che credevano che i mormoni adorassero Joseph Smith e non Gesù Cristo. Tuttavia, i primi membri della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, furono convertiti sulla base della loro testimonianza di Gesù Cristo. Sapevano e riconoscevano che Joseph Smith fosse un uomo straordinario, un profeta chiamato da Dio, a guidare il Suo popolo e ripristinare la pienezza del vangelo di Gesù Cristo, sulla terra, nei tempi moderni. Tuttavia, sapevano anche che egli era un uomo. Così, il culto mormone è un’etichetta messa alla chiesa mormone, da coloro che volevano distruggerla.

Vi è una scrittura moderna, nel libro di Dottrina e Alleanze, 135:3, che dice che “Joseph Smith, il Profeta e Veggente del Signore, ha fatto di più, a parte Gesù, per la salvezza degli uomini in questo mondo, di qualsiasi altro uomo che abbia mai vissuto”. La dottrina mormone insegna che questo è vero. I mormoni credono che Joseph Smith sia stato chiamato da Dio e abbia compiuto il suo lavoro, per ripristinare la pienezza del vangelo di Gesù Cristo su questa terra e poi sigillare la sua testimonianza, con il proprio sangue. È stato assassinato a sangue freddo, da una folla, nel 1844, che volle realizzare questa parte della sua chiamata. I nemici della Chiesa mormone (che parlavano di culto mormone), credevano davvero che, una volta che Joseph fosse morto, i santi si sarebbero allontanati e la “minaccia” del mormonismo si sarebbe dissolta. La ragione per cui questo non è accaduto è che il mormonismo non è mai stato fondato su uomo, ma su Gesù Cristo. I mormoni non adorano Joseph Smith; adorano Gesù Cristo, come loro Salvatore e Redentore.

Più di 180 anni sono passati da quando la chiesa mormone è stata organizzata ed è stata riconosciuta come “setta mormone”. C’è stato un susseguirsi costante di sedici profeti, nei giorni moderni. Joseph Smith ha riconosciuto che il suo lavoro non era suo, ma era opera di Dio. Joseph sapeva che sarebbe morto, ma sapeva che il lavoro sarebbe andato avanti, così come era andato costantemente avanti con lui, perché nessuna mano può rallentare l’opera di Dio e perché non c’è un “culto mormone” associato alla Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni.

 

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