Spencer W. Kimball

aprile 9, 2009 by  
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Malgrado le sofferenze fisiche che si abbatterono sul Presidente Kimball, egli servì a lungo, predicando  che i missionari mormoni dovevano essere preparati meglio a servire. Durante la sua presidenza lui e i suoi consiglieri dichiararono che tutti gli uomini degni  (inclusi i neri ) potevano detenere il sacerdozio.
Spencer W. Kimball  nacque il 28 marzo 1895 a Salt Lake City, Utah, da Andrew Kimball, ed Olive Wooley Kimball, sesto di undici figli.
Quando Spencer aveva tre anni suo padre  fu chiamato a presiedere sul Palo di St. Joseph a Thatcher, Arizona. Là avrebbe adempiuto questo incarico per i prossimi ventisei anni.

Spencer derivava da una lunga linea di devoti servi del Signore. Suo nonno paterno, Heber C. Kimball, era un apostolo, amico del profeta Joseph Smith e consigliere del  Presidente Brigham Young.

Suo nonno materno, Edwin Woolley, era un dirigente di Salt Lake, faceva affair per il Presidente Brigham Young, e vescovo del tredicesimo rione a  Salt Lake City per più di quarant’anni.

Allevato nella Chiesa Mormone a Spencer fu insegnato ad amare e a servire il Signore e il suo prossimo. Per tutta la sua vita, avrebbe sofferto per incidenti, malattie, e operazioni chirurgiche che lo avrebbero aiutato a servire gli altri.

Sua figlia Olive disse di suo padre: “Papà ha avuto molti dolori e infermità e tante difficoltà da superare. Queste cose sono servite a renderlo una persona forte e gli hanno dato molta empatia per gli altri”.

Una occasione dolorosa fu raccontata in seguito da Spencer: “Allora venne un ricordo nella mia memoria, una vecchia figura di terrore, angoscia, timore, e impotenza. Eravamo là, otto degli undici figli di mia madre nella camera da letto dei genitori. Nostra madre era morta, papa era via, nostro fratello maggiore Gordon sedeva sulla sedia tenendo la nostra sorellina più piccola mentre moriva, con tutti noi più giovani attorno alla sedia spaventati, che pregavamo e piangevamo.

Il dottore era miglia distante. Carrozza e cavallo non avrebbero possibilmente potuto portarlo abbastanza in tempo e cosa avrebbe potuto fare se fosse arrivato? Sembrava essere una combinazione di difterite e croup membranoso, e la piccola Rachel stava letteralmente soffocando a morte. Terrorizzati guardavamo il suo corpicino lottare strenuamente per l’aria e la vita, Poi all’improvviso si rilassò completamente. La battaglia era finita. Lei aveva perduto”.

Da bambino, Spencer era sempre vicino al Signore tramite la lettura delle scritture, l’osservanza della parola di saggezza e la frequenza alle riunioni di chiesa. Era orgoglioso di frequentare sempre la scuola domenicale e la primaria. Quando Spencer mungeva le mucche, si sarebbe potuto udirlo cantare un inno, e sul pavimento accanto a lui ci sarebbero state le parole dell’inno che stava memorizzando.

Si era posto l’obiettivo di memorizzare tutti gli inni della chiesa. Quando Spencer aveva dieci anni, suo padre predisse: “Ho dedicato [Spencer] ad essere uno dei portavoce del Signore – se vuole il Signore. Un giorno lo vedrete come un grande dirigente. L’ho dedicato al servizio di Dio, e diventerà un uomo possente nella chiesa”.

Istruzione e lavoro missionario

Nel 1914 Spencer si graduò dall’Accademia Gila a Thatcher, Arizona, dove era la stella della squadra basketball, ricevette alti onori accademici, ed era presidente della sua classe. Spencer amava suonare il piano e cantare, così tanto che veniva sempre richiesto per i suoi talenti. Era membro anche di un quartetto popolare chiamato i Conquistatori.

Subito dopo essersi diplomato, Spencer ricevette una lettera dal Presidente Joseph F. Smith, poi Presidente della chiesa mormone. Il Presidente lo chiamava a servire nella missione svizzero tedesca a cominciare da ottobre. Spencer era felice di servire, poiché aveva studiato tedesco all’ Accademia.

I suoi piani dovevano comunque cambiare, con la situazione che si stava sviluppando in Europa. L’incarico di missione di Spencer fu sospeso.

Avrebbe adesso servito nella Missione degli Stati Centrali, la cui sede era a  Independence, Missouri. Lui rimase deluso, poiché questa era stata la destinazione di missione di suo padre, della sua matrigna e di suo fratello Gordon. Dopo essersi riconciliato se stesso al cambiamento, Spencer prese il treno con eccitazione e desiderio di servire il Signore.

Questa fu  una missione riempita con molto dolore e scoraggiamento. Durante la sua missione, ricevette la notizia che sua sorella Ruth era morta. Insieme con questo dolore, le persone nella sua missione non erano ricettive al messaggio che lui portava.

Tuttavia non cedette. Persistette nel suo lavoro missionario con molta preghiera e determinazione di piantare i semi del vangelo di Gesù Cristo nei cuori delle persone. Distribuiva opuscoli, teneva riunioni di strada e andava di porta in porta.

Nel gennaio 1917,  Spencer tornò a casa dalla missione. Frequentò l’università di Stato dell’ Arizona e poi per un po’ servì a militare, proprio prima dell’ Armistizio del 1918.

Matrimonio

Prima della sua missione era stato presentato a una signorina chiamata Camilla Eyring. Al suo ritorno mentre stava facendo un discorso in chiesa vide fra i membri e sperò di rifare amicizia con lei.

Quattro giorni dopo, Spencer e Camilla si incontrarono alla fermata dell’autobus, dove Spencer si fece conoscere da Camilla. Gli chiese se poteva andarla a trovare di nuovo. Lei rispose di sì, e il loro corteggiamento continuò. Spencer e Camilla si sposarono nel 1917.

Servizi di chiesa e sofferenze fisiche

All’età di ventitre anni, Spencer fu chiamato a servire come archivista del palo nel Palo di St. Joseph in Arizona. Sei ani dopo sarebbe stato chiamato a servire come consigliere come consigliere nella presidenza di palo. Quando il palo fu diviso nel 1938, fu chiamato ad essere il nuovo presidente di Palo del Palo Mount Graham.

Nel 1943, dopo aver servito per più di un quarto di secolo nella dirigenza di palo, Spencer fu chiamato a diventare  membro del Quorum dei Dodici Apostoli. La sua chiamata di Apostolo aumentò il suo pensiero di ciò che il Signore avrebbe voluto che lui facesse.

Egli non accettò questa chiamata con baldanza, ma con profonda umiltà. In un discorso della conferenza generale di ottobre 1943, dichiarò umilmente: “…forse [i fratelli] erano più ispirati a darmi il tempo di cui avevo bisogno per un lungo periodo di purificazione, perché in quei lunghi giorni e settimane pensai molto e pregai, and e digiunai. C’erano pensieri in conflitto che sorgevano nella mia mente – mi pareva che le voci dicessero: ‘Non puoi farcela. Non sei degno. Non hai la capacità’ e sempre, alla fine veniva il pensiero trionfante: ‘Devi fare il compito assegnatoti – devi rendertene capace, degno e qualificato’…L’alba mi ha trovato in ginocchio, pregando il Signore di aiutarmi e rafforzarmi e rendermi all’altezza di questa grande responsabilità che mi è venuta addosso.”.

La benedizione patriarcale di Kimball datagli anni prima, dichiarava: “‘Predicherai il vangelo a molte persone , ma più specialmente ai lamaniti perché il Signore ti benedirà col dono delle lingue e il potere di illustrare davanti a quelle persone, il vangelo in grande chiarezza. Li aiuterai ad organizzarsi e sarai preparato ad ergerti come una colonna attorno a questo popolo “. Anni prima, suo padre aveva presieduto sulla missione nel Territorio Indiano, il che aveva dato all’anziano Kimball l’ amore che lui sviluppò per il popolo lamanita.

Nel 1946, fu assegnato come capo della commissione per gli indiani della chiesa. Con questo programma, poté stabilire la chiesa mormone fra i lamaniti rendendo disponibile a loro la Bibbia e altre scritture, aiutandoli a prepararsi ad entrare nei templi del Signore e aiutandoli ad imparare le promesse fatte a loro e ai loro antenati.

Dopo la sua chiamata all’ Apostolato, l’anziano Kimball soffrì una serie di attacchi cardiaci. Nel 1957 dopo molti anni di problemi con la voce, gli fu diagnosticato un cancro alla gola e alle corde vocali. Questo doveva essere il problema più difficile della sua vita. Supplicò  il Signore su come “…poteva vivere senza la sua voce, perché la sua voce serviva a predicare e parlare era il suo ministero.”

“Dopo l’operazione, la sua voce era del tutto sparita, ma una nuova voce prese il suo posto. Una voce quieta, persuasiva, dolce, una voce acquisita, una voce attraente, una voce che [fu] amata dai santi degli ultimi giorni”. Dopo molti anni, i suoi problemi cardiaci ritornarono in superficie e gli fu richiesto di sottoporsi ad un’operazione a cuore aperto per salvarsi la vita.

Profeta, Veggente, e Rivelatore

Nel 1973, due anni dopo l’operazione a cuore aperto, di Spencer, il Presidente Harold B. Lee morì, e l’anziano Kimball fu sostenuto Profeta, Veggente, e Rivelatore della chiesa mormone. Sarebbe rimasto profeta per i prossimi dodici anni.

Mentre Spencer W. Kimball era presidente della chiesa mormone, furono dedicati ventun  Templi insieme con l’edificio degli Uffici della Chiesa a Salt Lake nel 1975. Nel 1979 sino al 1981 furono stampate nuove edizioni delle scritture -la Bibbia, il Libro di   Mormon, Dottrina e Alleanze, e la Perla di Gran Prezzo-con riferimenti incrociati. Si stampò una nuova edizione dell’innario mormone con altri inni aggiunti. Scrisse Il miracolo del perdono, che insegna il principio del pentimento e che ha offerto consiglio e parole ispirate a molti.

Alla Perla di Gran Prezzo furono aggiunte due nuove rivelazioni che adesso sono, Dottrina e Alleanze 137-138, e nel 1978 la Prima Presidenza annunciò la rivelazione che ogni uomo fedele nella chiesa può ricevere il santo sacerdozio, a prescindere dalla razza o dal colore.

Per tutta la sua vita predicò la necessità che i missionari mormoni fossero più preparati per svolgere la missione. Il Presidente Kimball dichiarò che “ogni giovani degno e capace dovrebbe prepararsi a servire una missione.

Quando chiedo più missionari, non sto chiedendo per più missionari aridi o indegni. Sto chiedendo di cominciare presto e addestrare i nostri missionari …che i giovani capiranno che è un grande privilegio andare in missione and e che devono star bene fisicamente, mentalmente e spiritualmente , e che il Signore non può guardare al peccato col minimo grado di condiscendenza …La domanda fatta frequentemente è : Ogni giovane uomo dovrebbe fare la missione? E la risposta è stata data dal Signore. E’ sì. Ogni giovane uomo dovrebbe fare la missione. Non ci sono limiti  La risposta è sì …”.

Il Presidente  Kimball morì il 5 novembre 1985 . Sotto la sua direzione I membri della chiesa  accettarono la sfida di ‘allungare il passo’ aumentando le loro fatiche nel lavoro missionario, nella costruzione di templi, e in tutti gli aspetti del vangelo.

La sua dichiarazione ai membri di “Fatelo” li incoraggiò a fare del loro meglio e ad utilizzare il loro tempo nel costruire il regno di Dio.

Ostacoli, dolori, e delusioni attraverso la sua vita lo prepararono per la dirigenza nella chiesa del Signore.

Il suo amore per le persone, Il suo amore per il vangelo di Gesù Cristo, la sua integrità ed attenzione alle sue responsabilità si irradiava in ogni individuo che incontrava. Ognuno conosceva il suo amore per il Salvatore e la testimonianza che aveva del vangelo di Gesù Cristo.

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