Joseph Fielding Smith
aprile 9, 2009 by admin
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Joseph Fielding Smith

Il Presidente Smith enfatizzò l’ importanza della decima, difese la chiesa davanti al Congresso nel 1904, e sostenne vari attacchi personali. Insegnò l’importanza delle famiglie, e introdusse il programma della Serata Familiare.
Nascita e infanzia
Dopo essere stata benedetta con tre figlie, Julina Smith desiderava più di ogni altra cosa avere un figlio. Lei promise al Signore che se l’avesse benedetta con un figlio, avrebbe fatto ogni cosa possibile di vedere che crescesse per servirLo e per essere di vanto a suo padre, Joseph Fielding Smith. Il suo desiderio fu esaudito il 19 luglio 1876.
Al figlio fu dato lo stesso nome di suo padre, il Presidente Joseph Fielding Smith, che era stato Profeta veggente e Rivelatore per la chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni dal 1901 al 1918.
Il retaggio scelto di questo ragazzo non si fermò qui; era anche nipote di Hyrum Smith, che morì con suo fratello, il Profeta Joseph Smith nel carcere di Carthage, nel 1844.
Più tardi avrebbe dichiarato, “sono…orgoglioso di essere un discendente di lignaggio di santi degli ultimi giorni … son orgoglioso di essere anche nipote di uno dei membri originali della chiesa, un uomo che restò fedele sino alla fine, e diede la sua vita per la verità; e sono felice di sapere che così tanti dei suoi discendenti sono impegnati attivamente nella causa e sono anche fedeli nella verità”.
Joseph non pose mai in dubbio il vangelo di Gesù Cristo, e capì sempre la grande responsabilità che aveva nel difendere la verità. Sin da quando era molto giovane desiderava conoscere personalmente il Signore, e camminare nelle sue vie. Con quel desiderio, lesse il Libro di Mormon due volte prima dei dieci anni. A causa del suo desiderio naturale di imparare e di fare quello che il Signore chiedeva divenne uno dei più grandi studiosi del vangelo che la chiesa abbia mai conosciuto.
Più tardi avrebbe spiegato: “Sin dai miei primissimi ricordi, da quando avevo appena imparato a leggere, ho ricevuto più piacere e più grande soddisfazione dallo studio delle scritture e dal leggere del Signore Gesù Cristo e del Profeta Joseph Smith, e dal lavoro che è stato compiuto per la salvezza degli uomini, che da ogni altra cosa nel mondo”.
Bruce R. McConkie, genero di Joseph, scrisse: “Joseph Fielding Smith è lo studioso del vangelo e il più grande insegnante dottrinale di questa generazione. Pochi uomini in questa dispensazione si sono avvicinati a lui quanto a conoscenza del vangelo, o lo hanno sorpassato in intuizioni spirituali. La sua è la fede e la conoscenza di suo padre, il Presidente Joseph F. Smith, e di suo nonno,il patriarca Hyrum Smith.”
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Quando nacque, suo padre era consigliere nella Prima Presidenza. Joseph era preordinato a seguire le orme di suo padre come missionario, storico, apostolo, scrittore, teologo, consigliere nella Prima Presidenza, e infine Profeta del Signore. “La voce del padre era diventata la voce del figlio; insieme, i loro anni nell’apostolato si sarebbero espansi in una catena ininterrotta di più di cento anni”.
Joseph imparò presto da suo padre e sua madre ad essere disciplinato in tutti gli aspetti della vita. Suo padre gli insegnò ad alzarsi presto – una pratica che sarebbe durata tutta la vita, e una formula per fare le cose. Questa pratica gli fu utile persino in seguito.
Disse: “Le persone muoiono nel letto e così l’ambizione”. Passava lunghe ore in compagnia di suo padre facendo domande, durante le quali suo padre faceva in modo che il figlio fosse erudito nei principi della fede.
“Fra i miei ricordi più dolci ci sono le ore che ho passato [a fianco di mio padre] discutendo i principi del vangelo e ricevendo istruzioni che solo lui poteva dare. In questo modo, fu posta la base della mia conoscenza nella verità, cosicché anch’io potessi dire che so che il mio redentore vive e che Joseph Smith è, fu, e sarà sempre un profeta del Dio vivente”.
All’età di dieci anni il lavoro di Joseph era di assistere sua madre nei suoi doveri come ostetrica diplomata. Joseph attaccava il cavallo al calesse, sia che fosse notte o giorno, e portava sua madre alla casa della puerpera. Là, aspettava mentre sua madre faceva nascere il bambino, o se sua madre pensava che l’attesa sarebbe stata troppo lunga, lo mandava a casa con istruzioni di quando tornare a prenderla.
Crescendo lavorò come cassiere nel dipartimento di drogheria della Zion’s Cooperative Mercantile Institution, a Salt Lake City. Il lavoro era molto faticoso e stancante e la paga ridicolmente bassa.
Dichiarò: “Lavoravo come un cavallo da tiro tutto il giorno, e quando veniva la sera ero stanco morto, portando sulla schiena sacchi di farina e di zucchero, e prosciutti e salumi. Pesavo cinquanta chili ma non ci pensavo a caricarmi sulla schiena sacchi da un quintale”.
Matrimonio e Servizio di chiesa
Quando Joseph aveva diciotto anni i suoi genitori invitarono Louie Shurtliff a stare a casa loro mentre frequentava l’università dello Utah.
Mentre era là, Joseph e Louie divennero subito amici che condividevano lo stesso amore per la conoscenza e la loro devozione al vangelo di Gesù Cristo.
Ben presto la loro amicizia si trasformò in amore, e in un corteggiamento durato tre anni e mezzo.
Joseph ricordò che: “Quando ebbe finito e si fu diplomata dalla scuola …non le permisi di tornare a casa e stare là, ma la persuasi a cambiare luogo di residenza, e il 26 aprile 1898, andammo al tempio di Salt Lake e fummo sposati per il tempo e tutta l’eternità da mio padre, il Presidente Joseph F. Smith.”.
Un anno dopo il loro matrimonio, Joseph fu chiamato a svolgere una missione alle Isole Britanniche. Joseph accettò con gioia la sua chiamata a servire, ma era triste all’idea di lasciare la sua sposa.
Nel diario scrisse: “Sabato 13 maggio 1899: …alle sei ho salutato i miei e sono andato al deposito con dei sentimenti che non avevo mai provato prima perché in vita mia, non ero mai stato via da casa per più di un mese, e pensare di andare via per due anni e più mi provocava questi sentimenti”.
Questa missione si sarebbe rivelata molto difficile per Joseph. L’ opposizione era grande a quel tempo, in Gran Bretagna, e le persone erano poco ricettive. Ma Joseph continuò a servire il Signore, distribuendo più di 10.000 opuscoli e visitando più di 4.000 famiglie in un mese. Mentre era là non battezzò neppure una persona.
Dopo la sua missione egli fu assunto all’Ufficio dello Storico della chiesa mormone. Questo avrebbe condotto alla sua nomina nel 1906 come Assistente allo storico della chiesa, dove assistette il Presidente Anton Lund, un consigliere nella Prima Presidenza.
Più tardi fu nominato Storico della Chiesa. In questa mansione fece pubblicare ventiquattro volumi di scritti e di sermoni suoi. Nel 1910, Joseph fu chiamato al Quorum dei Dodici Apostoli, dove servì per sessant’anni come un apostolo.
Il Presidente Smith detenne anche la posizione di Presidente del Quorum dei Dodici Apostoli per diciannove anni, e cinque anni come consigliere nella Prima Presidenza.
Nel 1908, dopo essere stati sposati per quasi dieci anni, la sua amata moglie Louie si ammalò alla sua terza gravidanza. Morì due mesi dopo, il 30 marzo lasciando Joseph e le loro due figlie, Josephine, di cinque anni, e Julina, di due.
“Il padre distrutto chiuse la casa che aveva costruito per la sua sposa, e trasferì la sua famigliola nella Beehive House dove sua madre e le sue sorelle Julina ed Emily avrebbero potuto dare amore materno e cure alle sue due figliolette”.
Dopo essere stato consigliato da suo padre e da suo suocero, Joseph cominciò a cercare devotamente una moglie che poteva essere una mamma amorevole per le sue figlie.
Il 2 novembre 1908 sposò Ethel Georgina Reynolds nel tempio di Salt Lake Temple. Lei gli avrebbe dato ancora nove figli, nei prossimi ventotto anni. La morte si portò via anche la sua seconda moglie il 26 agosto 1937.
Prima che Ethel morisse chiese che Jessie Evans, una famosa contralto solista, cantasse al suo funerale insieme al coro del tabernacolo mormone. Miss Evans cantò al funerale e subito dopo ricevette un biglietto di ringraziamento da Joseph.
Jessie Evans rispose al biglietto e fra loro si sviluppò un’amicizia. Cominciarono a corteggiarsi e il 12 aprile 1938, all’età di sessantun anni, Joseph sposò Jessie nel tempio di Salt Lake.
Jessie portò molta gioia e umorismo nella sua vita. “Sia Joseph che Jessie si divertivano a guardare una targhetta di metallo colorato che pendeva nella cucina della loro abitazione e dichiarava ‘Le Opinioni espresse dal marito in questa casa non sono necessariamente quelle della direzione’.
Una volta quando lei lo stava assistendo nell’ufficio, mentre la segretaria era in ferie, mentre lei sedeva alla macchina da scrivere, le batté sulla spalla e disse: ‘Ricordati cara mamma, che qui sopra non sei l’Oratrice della Casa”.
Man mano che gli anni passavano lo stile di vita di Joseph non cambiò. Nella sua vita amava nuotare, giocare a tennis, e a baskeball, ma gli piaceva anche giocare a pallamano. Suo figlio Reynolds diceva che lui e il fratello giocavano a pallamano contro il loro padre che li sconfiggeva con una mano sola, tenendo l’altra dietro la schiena.
All’età di 80 anni, quando la maggior parte delle persone anziane se ne sta a casa al sicuro, se ne stava a bordo di un aereo sorridendo ed esclamando ‘questo è il posto più vicino al cielo dove posso arrivare.’
A 92 anni divenne brigadiere generale honoris causa, nella National Guard. Disse che loro non volevano lasciarlo volare da solo. Egli limitava il suo volo a linee commerciali …I grandi aerei non sono così eccitanti come il T-Bird, ma alla mia età è un vero conforto potermi muovere più veloce del suono’.
Nell’aprile 1970, Joseph Fielding Smith fu sostenuto profeta, veggente e rivelatore della chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni. A novantatre anni era l’uomo più vecchio ad essere diventato il presidente della chiesa mormone.
Durante la sua presidenza che sarebbe durata solo due anni, avrebbe visto la dedicazione di altri due templi – quello di Oakland, California e quello di Ogden, Utah. Ammonì i santi a prepararsi per la seconda venuta del Signore. Disse : “Non so quando verrà, non lo sa nessuno. Persino gli angeli dei cieli sono all’oscuro, riguardo a quella grande verità. Ma so questo che i segni indicati sono qui. La terra è piena di calamità, di turbamento. I cuori delle persone vengono meno. Vediamo i segni come vediamo il fico che mette fuori le foglie; e sapendo che questo tempo si avvicina, conviene a me e conviene a tutti voi, e a tutti gli uomini sulla faccia della terra, dare ascolto alle parole di Cristo, ai suoi apostoli, e stare a guardare perché noi non sappiamo né il giorno né l’ora. Ma vi dico questo, verrò come un ladro nella notte, quando molti di noi non saranno pronti ad essa”.
Il Presidente Smith iniziò una nuova era in cui furono istituite in tutto il mondo conferenze di area. Egli iniziò questa nuova era con una conferenza di area a Manchester, England, nell’ agosto 1971. Pose un’enfasi più grande sul programma della serata famigliare.
Il Presidente Smith annunciò che le sere del lunedì sarebbero state quelle giuste per radunare la famiglia ed insegnare ad essa i principi del vangelo. Avvertì i genitori di prendere sul serio le loro responsabilità.
Era molto preoccupato del benessere dei giovani riguardo alla moralità, la castità e la virtù. “Supplichiamo i padri e le madri di insegnare la purezza personale col precetto e con l’esempio, e di consigliare ai loro figli queste cose. Chiediamo ai genitori di mostrarsi come un esempio di rettitudine nella vita dei loro figli, e di raccoglierli attorno a loro, e insegnare loro il vangelo nelle serate famigliari, e in altre occasioni”
Il Presidente Joseph Fielding Smith morì a Salt Lake City il 2 luglio 1972, a novantacinque anni. I suoi novantacinque anni erano iniziati con le persone che viaggiavano con cavallo e carrozza, e si protrassero sino all’epoca dei jet.
Viveva quando i fratelli Wright fecero il loro primo volo, e amò l’eccitazione dell’aereo supersonico. Sapeva cosa significasse servire, amare, e guidare i membri della chiesa. Il suo esempio e la sua conoscenza del vangelo saranno ricordati da tutti: “Morì com’era vissuto ed ha dimostrato a noi tutti come uno può essere così onorato e privilegiato quando ha vissuto così vicino al Signore…”.
