Gracia Jones, pronipote di Joseph Smith

aprile 26, 2011 by  
Filed under Storie personali


Può essere una sorpresa anche per coloro che sono membri della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni (comunemente indicata come Chiesa Mormone), che fino agli ultimi decenni, davvero pochi dei discendenti di Joseph ed Emma Smith fossero membri della chiesa, soprattutto ora che tutto il mondo sa quanto Joseph sia stato determinante nella fondazione della chiesa stessa. Nella storia seguente, una delle loro pro-pronipoti, racconta la sua esperienza di apprendimento del vangelo restaurato e come ha guadagnato la sua testimonianza che il Libro di Mormon è vero e che il suo antenato, Joseph Smith, era un profeta, chiamato da Dio, a svolgere una grande opera sulla terra, negli ultimi giorni.

“Il 17 marzo 2011, io [Gracia Normandeau Jones] celebrerò il 50° anniversario del mio battesimo, nella Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni. Mia nonna, Corallo, era una nipote di Joseph ed Emma Hale Smith: suo padre, Alexander Hale Smith, era il loro terzo figlio superstite. Molti si chiedono come mai io sono una convertita, visto che sono una pronipote di Joseph Smith. È stato diversi anni dopo la mia conversione, che ho finalmente messo insieme la storia della famiglia e ho saputo il motivo per il quale la mia famiglia non aveva mai parlato di Joseph Smith.

In seguito al terrificante martirio di Joseph Smith e del suo fratello maggiore, Hyrum, a Cartagine, Illinois, nel 1844, la mia bisnonna, Emma, ??era rimasta vedova, con quattro figli piccoli: una figlia adottiva, Julia, di 12 anni e i suoi figli, Joseph III, di 11 anni e ½, Federico, 8, Alexander Hale, 6, e David Hyrum, nato 4 mesi e mezzo dopo. Tra grande sofferenza, Emma scelse di non andare a ovest, quando la Chiesa mormone fu costretta a lasciare l’Illinois, nel 1846. Fatta eccezione per un breve periodo, quando fuggì per la sua sicurezza, durante le ostilità della folla, dal settembre 1846 al gennaio 1847, in cui portò i suoi figli a Nauvoo. Con la Chiesa SUG, che in passato era stata a Nauvoo, e le persone ostili verso coloro che professavano la fede in essa, i bambini Smith non vennero educati nella fede mormone.

Nel 1860, Joseph Smith III venne contattato da un gruppo che chiamava sé stesso “riorganizzato”. Questo gruppo aveva dato vita alla Chiesa Riorganizzata di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni (RSUG). Quando Joseph Smith III prese la decisione di entrare a far parte di questo gruppo, la sua famiglia divenne confusa, riguardo le azioni da intraprendere. Alcuni aderirono, altri no. I membri della famiglia vivevano in Iowa, Missouri, Illinois e rimasero là fino alla metà degli anni ‘20, quando i conflitti sui vertici della Chiesa RSUG e sul denaro, li divisero, in tutto il paese.”

Nel 1932, dopo essere stati licenziati da diverse aziende, durante la Grande Depressione, i nonni di Gracia si trasferirono in Montana. Qui la madre di Gracia, Lorena, si sposò e crebbe i suoi figli.

“Ho avuto un’esperienza religiosa mista, in quanto la famiglia di mio padre era cattolica e mia madre, nonostante fosse una pronipote di Joseph Smith, era protestante, anche se non era mai stata battezzata. Sua madre non era mai stata in grado di vivere vicino a una Chiesa RSUG. Quindi, ella aveva servito come organista presso la Chiesa Metodista e aveva anche insegnato in una scuola Domenicale. Non parlava del passato della sua famiglia, non discuteva mai della storia della restaurazione, con gli altri suoi figli, per dire loro che il nonno aveva visto un angelo. Non ho mai sentito, da bambina, mia nonna pronunciare il nome di Joseph Smith, anche se una volta ha parlato di “martiri”. Non ho capito a cosa si riferisse e nessuno me lo ha spiegato…

Anni dopo, la nostra famiglia si trasferì ad est delle Montagne Rocciose, a Conrad, Montana. Quell’autunno, stavo per entrare al mio ultimo anno di liceo. Era un po’ dura cercare di inserirsi in una nuova città e cominciare una nuova scuola. Avevo bisogno di guadagnare dei soldi, così trovai un lavoro come baby sitter, presso una famiglia di nome Lederer. Dee Lederer aveva due figli e tanto bisogno di aiuto. Mi sono innamorata dei bambini e, con entusiasmo, ho iniziato a lavorare, dopo la scuola e nei fine settimana, per aiutare questa donna, il cui marito era via. Era una situazione ideale, ci eravamo trovate molto bene, insieme, sin dal primo giorno. Subito dopo aver iniziato a lavorare per lei, mia madre mi prese da parte e mi disse: “Non dirle che sono imparentata a Joseph Smith; potrebbe pensare che siamo mormoni“.

Non avendo mai sentito la parola “mormone”, non potevo immaginare cosa volesse dire. L’atteggiamento di mia madre e il tono della voce sembravano proibire qualunque domanda. Ho pensato che fosse davvero strano.

Ero curiosa, ma non osai chiedere. Non passo troppo tempo, prima che la mia curiosità su “Joseph Smith” venisse soddisfatta.

Un giorno, la mia datrice di lavoro mi raccontò una storia veramente fantastica, di un uomo di nome Joseph Smith, il quale, ella disse, era “un profeta”. Non capii. Nella mia mente, la parola suonava come “profitto”. Ho pensato che “profitto” fosse la differenza tra quanto hai speso per comprare qualcosa e il prezzo a quanto puoi rivendere la stessa cosa. Ben presto mi spiegò che Joseph Smith era un profeta di Dio, come Abramo, Isacco e Giacobbe, nella Bibbia. Avevo sentito quelle storie della Bibbia, ma non avevo una reale idea di ciò che fosse un “profeta”. Sembrava un mito, ma lei la faceva sembrare una storia così speciale. C’è voluta solo una piccola discussione, per rendermi conto che il Joseph Smith di cui stava parlando era il mio trisavolo, che mia madre aveva detto di non nominare. Ero molto incuriosita. Ben presto, mi ritrovai a dirle che Joseph Smith era un mio trisavolo. La sua reazione fu di sorpresa e piacere.

La mattina dopo mi chiamò e mi chiese: “Puoi venire dopo la scuola? I missionari vogliono darti un regalo…”

Quando entrai in cucina, quel giorno, Dee Lederer mi presentò l’anziano Waldron e l’anziano Richins. In pochi istanti, uno di loro mi porse un piccolo libro nero e disse: “Questo è il Libro di Mormon. E’ stato tradotto per dono e potere di Dio, dal suo trisavolo, ed è vero”.

Come presi il libro nelle mie mani, fui travolta da un sentimento molto intenso, quasi come una scossa elettrica o una vibrazione. Nella mia mente, c’era l’eco delle parole: “E’ vero! E’ proprio VERO!”.”

Gracia ottenne il permesso, dai genitori, di continuare ad ascoltare i missionari, ma erano entrambi contrari al suo battesimo. Sua madre, in realtà, non sapeva quasi nulla della storia della Chiesa e di Joseph Smith, ma si ricordò di come sua madre era sconvolta, ogni volta che se ne parlava, così aveva una serie di riserve sul fatto che Gracia si unisse alla Chiesa. Il padre di Gracia semplicemente pensava lei fosse troppo giovane, per prendere una decisione così importante. Mentre aspettava il suo diciottesimo compleanno, Gracia continuò a studiare la Bibbia e il Libro di Mormon e la sua testimonianza crebbe. Poco dopo il suo compleanno, nel 1956, fu battezzata, a 65 miglia dal suo ramo. Nessuno che lei conoscesse, fu in grado di partecipare al suo battesimo e nessuno sapeva del suo lignaggio. Gracia era solo il terzo discendente di Joseph e di Emma, ad essere battezzato, e fu la prima a rimanere attiva e ricevere le sue ordinanze, nel tempio. In gran parte attraverso il suo esempio e la sua influenza, più di un centinaio di discendenti di Joseph ed Emma sono stati battezzati, compresa la madre di Gracia, Lorena, che fu battezzato nel 1979, e fu la prima dei discendenti di Joseph a svolgere una missione a tempo pieno, per la chiesa mormone.

“Ora che sono impegnata nel ritrovare i discendenti sparsi, del profeta Joseph Smith e di sua moglie Emma, ??mi rendo conto che il talento che ho è semplicemente quello di amarli. So che alcuni hanno pesanti fardelli di pregiudizi familiari, che non potranno mai essere sollevati, in questa vita mortale. So che altri sono impegnati in ciò che credono e nelle loro fedi, in cui hanno trovato un conforto spirituale e sociale, e non potranno mai essere “convertiti”. Adorino chi, cosa, quando e come vogliono, io li amo, e il mio desiderio è quello di sfatare il pregiudizio, che lega le menti e i cuori di tanti.

La mia passione è ritrovare ogni discendente, che ha un legame con loro, attraverso riunioni di famiglia, o forse solo attraverso visite uno-ad-uno, di persona o al telefono. Voglio insegnare loro a conoscere e rispettare il loro antenato, Joseph Smith, e sua moglie Emma. In questo lavoro sono molto fortunata, poiché ho un marito meraviglioso, Ivor Jones, che condivide gli oneri e le gioie dei nostri interminabili viaggi, alla ricerca dei cari che dobbiamo ancora trovare. Il nostro desiderio più grande è che ogni discendente di Joseph e di Emma possa, in qualche modo, venire a sapere che Joseph Smith era un vero profeta di Dio e che il Libro di Mormon è davvero, davvero vero.”

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